L’assessore di Palazzo dei Bruzi si rivolge alla segretaria nazionale e al segretario regionale in vista delle amministrative dove il centrosinistra è spaccato sulla figura del sindaco uscente che dal canto suo vuole ricandidarsi
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Cara Elly e caro Nicola,
ho deciso, dopo una lunga riflessione, di scrivervi pubblicamente perché la situazione a Cosenza e, più complessivamente, in Calabria non è più sostenibile, né per il PD né, di conseguenza, per l'intero centrosinistra.
Da diversi anni non riusciamo a vincere una battaglia elettorale sul campo. Fatta eccezione per i grandi appuntamenti come le elezioni europee o i referendum — occasioni in cui il centrosinistra nel suo insieme tiene — il nostro Partito, purtroppo, continua ad arretrare. L’emorragia di voti, consensi e iscritti in Calabria e a Cosenza è ormai costante.
I numeri della crisi
Nelle ultime elezioni regionali, il PD nella nostra regione ha ottenuto solo il 13,6%: uno dei risultati peggiori d’Italia. Nella nostra provincia il dato scende all’11,6%, mentre nella città di Cosenza siamo ormai a una percentuale a singola cifra: il 9,6%.
Tutto ciò accade nonostante Cosenza sia una delle pochissime città calabresi in cui il candidato del centrosinistra alle ultime regionali abbia raggiunto il 56,7%, battendo nettamente Occhiuto nella sua città natale (fermo al 41,3%). Basta leggere questi numeri per capire che la crisi del PD è profonda, drammatica e, apparentemente, irreversibile. Cosenza rappresenta un paradosso: mentre il Partito arretra inesorabilmente, il centrosinistra nel suo complesso gode di buona salute.
Verso le amministrative
Tra un anno Cosenza sarà chiamata al voto per il rinnovo del Consiglio Comunale. Ritengo sarebbe grave, irresponsabile e lesivo degli interessi della nostra comunità affrontare una competizione così cruciale con il Partito nelle attuali condizioni.
Le lacerazioni che colpiscono la nostra organizzazione non sono state superate dal congresso di un anno fa. A differenza delle altre federazioni calabresi, a Cosenza il congresso si è svolto con due mozioni e due candidati. Nonostante l’affermazione netta della mozione Lettieri, che ho sostenuto, non si è riusciti ad avviare quella fase di cambiamento che auspicavamo.
Questo processo è stato bloccato sul nascere dalle firme raccolte il giorno dopo l’elezione di Lettieri per chiederne le dimissioni; un’iniziativa portata avanti da chi aveva perso il congresso. Al contempo, i tentennamenti del Segretario Provinciale non hanno favorito la necessaria determinazione. Soprattutto, non si è riusciti a superare la logica dei vecchi steccati e delle proscrizioni verso i tanti che, negli anni, si sono allontanati o sono stati costretti a farlo.
Trasversalismi e ambiguità
Insieme alla crisi organizzativa, si sono consolidati vecchi e nuovi trasversalismi e una preoccupante subalternità alla politica di spesa del centrodestra. Queste dinamiche ci hanno portato a perdere le elezioni provinciali per pochissimi voti ponderati.
Le recenti "fibrillazioni" di alcuni dirigenti verso l’amministrazione Caruso appaiono più come l’effetto della mancata elezione di alcuni candidati alle regionali che come reali contrasti di merito. Non si spiegherebbero altrimenti le posizioni distruttive di storici esponenti che, fino a pochi mesi fa, sostenevano con vigore l’azione del Sindaco e della Giunta, di cui oggi sono diventati i principali (e poco credibili) detrattori.
Un appello all'unità e all'azione
Nonostante ciò, di fronte ad attacchi preordinati, i consiglieri comunali e gli assessori del PD hanno rinserrato le fila, ricomponendo unitariamente il gruppo consiliare e eleggendo un nuovo capogruppo. Tuttavia, questo sforzo è vano se il Partito e i suoi vertici, a partire dal Segretario Regionale, non si fanno carico di sostenere questa fase diventando, insieme a noi, protagonisti di un nuovo corso. Cosa che purtroppo, caro Nicola, al momento non vedo.
È inoltre indispensabile non procrastinare più l’apertura di un secondo circolo in città, richiesta sottoscritta da quasi tutti i consiglieri, dagli assessori e dalla Vice Sindaca Maria Locanto (Presidente Regionale del Partito). L'urgenza è dettata dal fatto che molti iscritti stanno già chiedendo di spostarsi nei circoli dei comuni limitrofi.
Infine, ritengo grave l’atteggiamento di chi, pur ricoprendo ruoli apicali, tende a deresponsabilizzarsi scaricando le colpe su altre figure. Il coraggio e la determinazione sono le precondizioni di un buon dirigente: se abbiamo a cuore il futuro del PD e vogliamo tornare a vincere, nessuno può più sottrarsi al proprio compito.
Damiano Covelli, assessore LLPP Comune Cosenza

