Polizia Locale nel campus e nelle aree limitrofe per monitorare movida e viabilità. Fratelli d’Italia con Ghionna, Garritano e Trombino sollecita un presidio della Polizia di Stato, mentre Forza Italia con Galassi torna a chiedere una Commissione consiliare dedicata
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Partiranno nelle prossime settimane i servizi di controllo notturno della Polizia Locale nell’area dell’Università della Calabria. L’iniziativa, promossa nell’ambito di una collaborazione istituzionale tra il Comune di Rende e l’Unical, prevede pattugliamenti sia all’interno del campus universitario sia nelle zone esterne e perimetrali che circondano la cittadella. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza urbana, monitorare le situazioni di maggiore criticità e raccogliere informazioni utili a programmare eventuali interventi successivi.
La decisione dell’amministrazione comunale introduce una nuova attività di presidio del territorio nelle ore notturne, con particolare attenzione alle problematiche connesse alla movida universitaria e alla circolazione stradale. Gli agenti saranno impegnati in verifiche sul campo per individuare le situazioni che possono incidere sulla sicurezza e sulla fruibilità degli spazi, tanto per gli studenti quanto per i residenti e per chi frequenta abitualmente l'area dell'Unical.
Il programma non si limiterà, dunque, alla presenza delle pattuglie. L'attività della Polizia Locale avrà anche una funzione di ricognizione, attraverso la rilevazione delle criticità operative e viarie riscontrate durante i turni. Gli elementi raccolti potranno costituire una base conoscitiva per definire ulteriori misure, con interventi mirati sulle problematiche che emergeranno dal monitoraggio.
Comune di Rende e Unical, al via il presidio notturno della Polizia Locale
Il provvedimento si inserisce in un piano di intervento coordinato tra l'ente municipale e l'Università della Calabria. La collaborazione punta a garantire una maggiore attenzione alle condizioni di sicurezza del campus e dei collegamenti con il territorio circostante, in una fascia oraria nella quale la presenza di studenti e frequentatori dell'ateneo continua a interessare diverse aree del comune.
I controlli riguarderanno, nello specifico, sia gli spazi universitari sia le zone immediatamente esterne alla struttura. Una scelta che tiene conto della continuità tra il campus e il tessuto urbano di Rende, dove le questioni legate alla circolazione, alla frequentazione notturna e alla vivibilità degli spazi pubblici richiedono un'attività di osservazione che non si arresti ai confini dell'università.
Nel comunicato condiviso dal Comune e dall'ateneo viene evidenziata la finalità preventiva dell'iniziativa e il valore della collaborazione istituzionale. «La tutela della sicurezza dei nostri cittadini, degli studenti e della comunità accademica rappresenta una priorità assoluta», si legge. «Grazie alla sinergia con l'Università della Calabria, mettiamo in campo un’azione preventiva e di presidio attivo volto a garantire il rispetto delle regole, la vivibilità degli spazi urbani e la salvaguardia dell’incolumità pubblica nelle ore più delicate della giornata».
I servizi avranno una cadenza programmata e proseguiranno nelle prossime settimane, secondo gli indirizzi dell'amministrazione comunale. La continuità dei pattugliamenti consentirà di verificare nel tempo le condizioni dell'area e di individuare eventuali situazioni ricorrenti, fornendo all'ente gli elementi necessari per valutare le priorità d'intervento.
La scelta di coinvolgere la Polizia Locale risponde anche alla necessità di disporre di un quadro più preciso delle problematiche presenti nelle ore serali e notturne. La movida, la viabilità e l'utilizzo degli spazi universitari rappresentano infatti gli ambiti sui quali si concentreranno le verifiche degli operatori.
Fratelli d'Italia: «La Giunta sostenga il posto fisso della Polizia di Stato»
L'annuncio dei controlli comunali si inserisce in un confronto politico più ampio sulle misure da adottare per la sicurezza dell'area universitaria. Sul tema sono intervenuti anche i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Marco Saverio Ghionna, Gianluca Garritano ed Eugenio Trombino, che chiedono all'amministrazione di Rende una presa di posizione ufficiale sulla proposta del rettore dell'Unical, Gianluigi Greco, relativa all'istituzione di un posto fisso della Polizia di Stato all'interno dell'ateneo.
Per i tre esponenti dell'opposizione, il presidio della Polizia Locale annunciato dal Comune rappresenta un'attività sul territorio, ma occorre anche sostenere il percorso per una presenza stabile delle forze di polizia statali nell'area universitaria. «La proposta del rettore Gianluigi Greco di accelerare l’istituzione di un posto fisso della Polizia di Stato all’Unical merita un sostegno chiaro. Chiediamo al sindaco e alla Giunta di Rende di esprimersi ufficialmente a favore e di accompagnare questo percorso nei rapporti con le istituzioni competenti».
Ghionna, Garritano e Trombino riconoscono al rettore di aver portato l'attenzione sulle preoccupazioni della popolazione studentesca e sulla necessità di individuare risposte concrete. La questione, secondo i consiglieri, non riguarda soltanto l'università, ma coinvolge l'intera comunità cittadina, considerando i rapporti quotidiani tra il campus, i quartieri e i servizi presenti sul territorio.
La richiesta rivolta alla maggioranza riguarda principalmente la posizione politica dell'esecutivo comunale. I consiglieri precisano che non spetta al Comune autorizzare l'apertura di un posto fisso della Polizia di Stato, né assumere decisioni che competono alle autorità preposte. Chiedono, invece, che il sindaco e gli assessori dichiarino pubblicamente se intendono sostenere la proposta del rettore e contribuire al suo avanzamento nei confronti delle istituzioni competenti.
Nel comunicato viene inoltre sollevata una questione relativa alla coesione politica della maggioranza, con un riferimento alle diverse sensibilità presenti all'interno della Giunta. «Nella stessa Giunta convivono il “forzista in incognito” Cuzzocrea e sensibilità politiche riconducibili, con l’assessore Ielasi, all’esperienza di Filorosso e della sinistra antagonista. Sul posto fisso di polizia esiste una posizione condivisa? È su una scelta concreta come questa che si misura la capacità di assumere una responsabilità comune, oltre le appartenenze e le convenienze».
I rappresentanti di Fratelli d'Italia contestano anche il ricorso alle dichiarazioni dei capigruppo di maggioranza come risposta alle sollecitazioni dell'opposizione. A loro avviso, la questione richiede una presa di posizione direttamente riconducibile al sindaco e alla Giunta, soprattutto per la rilevanza che assume rispetto alle esigenze degli studenti e dei residenti.
Illuminazione, collegamenti e manutenzione: le altre richieste dell'opposizione
Nell'intervento dei tre consiglieri di Fratelli d'Italia trova spazio anche il tema della sicurezza urbana al di fuori del presidio delle forze dell'ordine. Secondo Ghionna, Garritano e Trombino, la presenza della Polizia di Stato dovrebbe essere accompagnata da interventi comunali sulle infrastrutture e sui servizi che collegano l'Università della Calabria ai quartieri di Rende.
Tra gli aspetti indicati figurano l'illuminazione pubblica, la manutenzione degli spazi, la sicurezza dei percorsi pedonali e la qualità dei collegamenti tra il campus e le altre zone cittadine. L'attenzione viene posta in particolare sulle condizioni di chi, terminata la permanenza all'università, deve raggiungere un'abitazione, una fermata del trasporto pubblico o un altro servizio.
La richiesta è quella di individuare priorità e tempi precisi per gli interventi, evitando che il tema della sicurezza rimanga circoscritto alle iniziative di comunicazione istituzionale. «La sicurezza passa anche dall’illuminazione funzionante, dalla manutenzione, dai percorsi pedonali sicuri e dai collegamenti tra il campus e i quartieri. La continuità tra Università e città deve tradursi in interventi riconoscibili: chi esce dal campus deve poter raggiungere casa, una fermata o un servizio in condizioni adeguate. Su questo l’amministrazione comunale è chiamata a fare la propria parte, con priorità e tempi chiari. Convegni, fotografie e annunci su Facebook non possono esaurire l’azione di governo».
I consiglieri annunciano inoltre l'intenzione di coinvolgere Wanda Ferro per sollecitare l'attenzione delle istituzioni sul percorso relativo al posto fisso della Polizia di Stato. «Per parte nostra - concludono Ghionna, Garritano e Trombino - solleciteremo Wanda Ferro affinché il percorso per il posto fisso riceva la necessaria attenzione istituzionale. Sosterremo ogni iniziativa utile a rafforzare la sicurezza dell’area universitaria. La proposta del rettore rappresenta un’occasione concreta: la Giunta di Rende dica chiaramente se è pronta a sostenerla».
Stefania Galassi rilancia la Commissione consiliare per la Sicurezza Pubblica
Sul fronte delle proposte istituzionali interviene anche Stefania Galassi, consigliera comunale di Forza Italia, che torna a chiedere l'istituzione di una Commissione consiliare per la Sicurezza Pubblica. Una richiesta che, secondo quanto riferito dalla stessa esponente azzurra, era stata formalizzata attraverso una mozione presentata il 16 ottobre 2025 e che non avrebbe ancora ricevuto un riscontro concreto da parte dell'amministrazione comunale.
La proposta prevedeva la costituzione di un organismo composto in maniera paritetica da rappresentanti della maggioranza e dell'opposizione, con funzioni consultive e propositive. L'intento era quello di creare una sede permanente di confronto sulle problematiche della sicurezza urbana, consentendo al Consiglio comunale di seguire con maggiore continuità le situazioni segnalate sul territorio e di elaborare possibili iniziative da sottoporre agli organismi competenti.
La Commissione, nelle intenzioni della consigliera, avrebbe dovuto occuparsi anche delle questioni legate alla microcriminalità, al degrado di alcune aree cittadine e alle richieste di maggiore attenzione provenienti dai residenti.
Tra le attività ipotizzate rientravano il confronto con Prefettura, Questura, Carabinieri e Polizia Locale, nel rispetto delle rispettive attribuzioni, oltre alla possibilità di coinvolgere associazioni, istituti scolastici, comitati di quartiere e cittadini. L'organismo avrebbe quindi potuto raccogliere le segnalazioni provenienti dalle diverse realtà territoriali e trasformarle in proposte da portare all'attenzione delle istituzioni.
Galassi contesta soprattutto la mancata discussione della mozione e ritiene che una proposta presentata formalmente in Consiglio comunale, su una materia di interesse collettivo, debba essere quantomeno esaminata e accompagnata da una risposta motivata. «La sicurezza dei cittadini non può essere archiviata nel silenzio. Non stiamo parlando di una battaglia politica, ma di un diritto fondamentale della nostra comunità. Rende merita attenzione, risposte e soprattutto azioni concrete», dichiara la consigliera.
La rappresentante di Forza Italia sottolinea che l'istituzione della Commissione era stata pensata come uno strumento di collaborazione tra le diverse componenti consiliari, non come un'iniziativa finalizzata ad alimentare lo scontro tra maggioranza e minoranza. «Avevo proposto uno spazio di collaborazione, non di contrapposizione. Un luogo nel quale maggioranza e opposizione potessero lavorare insieme per un obiettivo comune. È difficile comprendere perché, dopo oltre un anno, una proposta di questo tipo non abbia ancora ricevuto la dovuta attenzione», sottolinea la consigliera.
Prevenzione e confronto istituzionale: la richiesta della consigliera azzurra
Nell'intervento di Galassi la sicurezza viene affrontata anche sotto il profilo della prevenzione e della gestione ordinaria degli spazi urbani. La consigliera ritiene che le iniziative per tutelare i cittadini non possano essere limitate agli interventi successivi agli episodi di cronaca, ma debbano comprendere una programmazione costante, il contrasto al degrado e un rapporto diretto con le diverse componenti della comunità.
Particolare attenzione viene richiamata sulle esigenze delle famiglie, degli anziani, dei giovani e dei residenti, categorie che possono risentire in maniera differente delle criticità presenti nei quartieri. La Commissione consiliare, secondo la proposta originaria, avrebbe consentito di mantenere attivo un confronto sulle condizioni del territorio anche nei periodi in cui non si registrano episodi particolarmente rilevanti. Un'attività di monitoraggio e proposta che, nella visione della consigliera, avrebbe potuto affiancare il lavoro degli organi istituzionali preposti alla sicurezza pubblica.
Galassi ribadisce quindi la necessità che l'amministrazione chiarisca le ragioni per cui la mozione non sia stata ancora affrontata e che venga avviata una discussione in sede consiliare. «Chiedo che la proposta venga discussa, valutata e che l’Amministrazione si assuma la responsabilità di spiegare le proprie scelte. Il confronto è il fondamento della democrazia. Il silenzio, invece, non risolve i problemi», evidenzia.
La consigliera insiste inoltre sulla necessità di distinguere le competenze delle forze dell'ordine dal ruolo che può svolgere il Comune nella prevenzione, nella riqualificazione degli spazi pubblici e nel coordinamento delle iniziative territoriali. «Non possiamo aspettare che accada qualcosa per ricordarci dell’importanza della sicurezza. La buona amministrazione deve saper prevenire, programmare e ascoltare. E soprattutto deve avere il coraggio di confrontarsi anche con le proposte che arrivano dalla minoranza».
«La mia proposta resta sul tavolo, con lo stesso spirito costruttivo con cui è stata presentata il 16 ottobre 2025. Non interessa rivendicare una bandiera politica, ma contribuire a costruire Rende una città più attenta, più vivibile e più sicura. Su questi temi non dovrebbero esserci maggioranza e minoranza, ma una sola comunità da tutelare», conclude Galassi.


