L’imprenditore tirato per la giacchetta dal centrodestra in vista delle prossime elezioni comunali, fa chiarezza e chiede rispetto per l’attuale primo cittadino Franz Caruso
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In merito alle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni su una sua possibile candidatura a sindaco di Cosenza, l’imprenditore Sergio Mazzucca interviene per “fare chiarezza”, respingendo ogni interpretazione strumentale. «Sono popiliano, e non l’ho mai nascosto né rinnegato», afferma, rivendicando un legame che definisce «radicato nella storia, nei valori e nelle persone» che lo hanno formato.
Un’appartenenza identitaria che attraversa, come precisa, tanto la dimensione familiare quanto quella professionale. «È qui che ho imparato il significato del lavoro, del sacrificio e del rispetto. È qui che ho costruito la mia famiglia e che continuo a sentirmi profondamente a casa». Prima ancora dell’imprenditore, insiste, c’è il cittadino: «Sono un padre che desidera un futuro migliore per i propri figli e per questa città».
Rivendica un percorso costruito “senza scorciatoie”, basato su «sacrifici, passione e determinazione», e sottolinea di non essersi mai allontanato dai problemi reali del territorio. Nello stesso solco colloca le sue attività di beneficenza, svolte «da diversi anni, spesso in silenzio, altre volte pubblicamente solo quando richiesto dalle associazioni sociali».
Da qui, l’irritazione per alcune ricostruzioni. «Trovo inopportuno speculare sul recente viaggio in Senegal», chiarisce, ricordando che «non è la prima struttura che realizziamo in Africa con l’associazione La Terra di Piero». Un progetto umanitario che definisce «serio, continuo e totalmente estraneo a logiche di strumentalizzazione».
Sulle ipotesi di candidatura è netto: «Mi sembra prematuro e fuori luogo parlarne». E rivendica il rispetto istituzionale: «Oggi Cosenza ha un Sindaco in carica, l’avvocato Franz Caruso, al quale va il rispetto dovuto al ruolo che ricopre».
Resta invece fermo il sentimento nei confronti della città. «Il mio legame con Cosenza è forte, autentico e quotidiano», conclude. «Continuerò a fare la mia parte come cittadino e come imprenditore, senza letture distorte della realtà».

