La sicurezza a Corigliano-Rossano torna al centro dello scontro politico. Con una nota dai toni netti, la maggioranza consiliare interviene dopo la discussione in aula di una mozione che proponeva di chiedere lo schieramento dell’esercito, bocciando quella linea e rilanciando invece la necessità di un rafforzamento strutturale e concreto delle forze dell’ordine.

Il punto di partenza della presa di posizione è chiaro: la sicurezza, scrive la maggioranza, è «una cosa seria» e non può essere ridotta a una operazione mediatica o a un terreno di propaganda. Per questo motivo, i consiglieri parlano apertamente di imbarazzo davanti a proposte ritenute vuote e poco aderenti ai bisogni reali della città.

«La sicurezza riguarda la vita quotidiana della comunità»

Nel testo diffuso, la maggioranza sottolinea come il tema della sicurezza tocchi direttamente la serenità della comunità, dei quartieri, degli anziani, dei giovani e delle persone più fragili. Proprio per questo, aggiunge, servono competenza, impegno e rispetto, non iniziative costruite per ottenere visibilità politica.

La critica più dura è rivolta alla mozione che ipotizzava di chiedere la presenza dell’esercito in città. Una proposta giudicata vaga già nella sua formulazione, tanto da essere liquidata con una frase polemica: schierare l’esercito, si legge, «non si capisce dove».

Il nodo centrale: rafforzare davvero le forze dell’ordine

Per la maggioranza consiliare, la vera priorità è un’altra: il sacrosanto rafforzamento delle forze dell’ordine che una città come Corigliano-Rossano meriterebbe e che, viene ricordato, era stato promesso già in campagna elettorale per le elezioni politiche.

La nota insiste sul fatto che oggi il coordinamento dei presidi sul territorio sarebbe arrivato «al limite della sostenibilità». In alcune fasce orarie, viene denunciato, il controllo della città sarebbe garantito da una sola pattuglia della Polizia e una dei Carabinieri, a volte addirittura per l’intero comprensorio. Un quadro che, secondo la maggioranza, smonta la narrazione di chi continua a parlare di sicurezza senza avere poi mantenuto gli impegni assunti a livello nazionale.

«Strade sicure non risolve i problemi della città»

Nel mirino finisce anche l’ipotesi di ricorrere al modello di “Strade sicure”. La maggioranza consiliare sostiene che, nel migliore dei casi, questo porterebbe a Corigliano-Rossano qualche soldato per pochi mesi, ma senza alcuna reale efficacia sui problemi concreti del territorio.

Secondo questa lettura, i militari sarebbero preparati per scenari di guerra o anti-terrorismo, ma non rappresenterebbero la risposta adeguata a fenomeni come microcriminalità, spaccio di stupefacenti e sicurezza urbana. Da qui l’accusa di voler usare uno “specchietto per le allodole” per coprire le mancate risposte sul vero rafforzamento degli organici.

La difesa del lavoro di polizia, carabinieri e Procura

Un altro passaggio centrale della nota riguarda il riconoscimento del lavoro quotidiano delle forze dell’ordine. La maggioranza evidenzia che oggi la sicurezza della città è garantita soprattutto dalla competenza, dalla fatica e dal sacrificio di chi indossa una divisa, in sinergia con la Procura della Repubblica.

In questo quadro, l’ipotesi di affiancare l’esercito viene letta non come un sostegno, ma quasi come una mortificazione del ruolo e della professionalità di poliziotti e carabinieri. Da qui la domanda polemica rivolta a chi sostiene quella proposta: è stato chiesto davvero agli operatori in divisa se si sentirebbero rafforzati o, al contrario, ulteriormente abbandonati?

Le richieste della maggioranza per Corigliano-Rossano

La parte più concreta della nota è quella in cui vengono elencate le richieste avanzate per il territorio. La maggioranza chiede un rafforzamento generale della complessa articolazione delle forze dell’ordine, con uomini e mezzi adeguati, e indica una serie di obiettivi precisi.

Tra questi vengono richiamati l’effettiva elevazione a Distretto di Polizia, che secondo il testo sarebbe rimasta finora solo sulla carta, l’elevazione a Gruppo territoriale dei Carabinieri, il passaggio della Compagnia della Guardia di Finanza a Gruppo e l’istituzione di un presidio delle forze dell’ordine a Schiavonea.

Su quest’ultimo punto, la maggioranza rivendica anche un’iniziativa già avviata dall’amministrazione, sostenendo che il Comune avrebbe non solo avanzato la richiesta, ma anche offerto gratuitamente gli spazi necessari. La prima istanza del sindaco, con tanto di sopralluogo al Quadrato Compagna, viene fatta risalire al 2024.

Torna anche il tema del Tribunale

Nel ragionamento della maggioranza rientra pure il ripristino del Tribunale, indicato come un altro tassello fondamentale del sistema sicurezza del territorio. Anche su questo punto il giudizio politico è molto duro: si parla di «chilometri di propaganda» letti in questi anni, ma senza risultati concreti.

Per i consiglieri di maggioranza, il Tribunale resta infatti una promessa non mantenuta, simbolo dell’incapacità di chi è stato eletto in questo territorio senza riuscire poi a trasformare gli annunci in atti reali.