Il portavoce regionale di Europa Verde attacca la Regione: «Ponte Ortiano II è un insulto ai calabresi, Longobucco è isolata e costretta a impervi percorsi alternativi. Occhiuto dia impegno formale, non altre promesse»
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«Quello che sta accadendo intorno alla vicenda della Sila-Mare, e in particolare sul famigerato ponte Ortiano II, è il più classico degli esempi di cattiva amministrazione, è un insulto alla dignità dei cittadini calabresi. Da quattro anni ormai assistiamo ad uno spettacolo indecoroso di una Regione che annuncia “miracoli” infrastrutturali mentre la realtà dei fatti ci restituisce solo promesse tradite». È quanto dichiara Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/Avs.
«Se pensiamo che quell’opera era stata consegnata appena nove anni prima, nel 2016, lo scandalo è ancora maggiore. Siamo a maggio 2026 – rammenta Campana – ed il ponte è ancora in ricostruzione mentre il tratto a valle della Sila-Mare non ha copertura finanziaria e la comunità di Longobucco è ancora costretta a dover sobbarcarsi curve su curve, percorsi alternativi e tempi di percorrenza da terzo mondo».
«L’aggravante di tutta questa storia – prosegue il portavoce regionale di Avs – è certificato dall’inchiesta della Procura di Castrovillari che ha chiuso le indagini a maggio 2025 con dodici indagati: componenti della commissione di gara, dirigenti Anas, progettisti, collaudatori. L'accusa centrale è che il progetto originario, che prevedeva 32 micropali sotto tutti i plinti di fondazione, fu modificato riducendoli a 15, posizionati solo sotto alcuni plinti, con buona pace del rischio di scalzamento in alveo. La Corte dei Conti ha poi contestato a quattro soggetti un danno erariale superiore a 4 milioni di euro. Soldi pubblici bruciati due volte: una per costruire male, una per ricostruire».
«Il peggiore centrodestra della storia della Repubblica aveva promesso la fine dei lavori nei primi mesi del 2026. Ennesime illusioni svanite nel nulla. Adesso l'obiettivo è luglio 2026, con fondazioni e pile completate e le travi delle campate centrali ancora in assemblaggio. Terza scadenza, terzo cronoprogramma. Chi scommette sulla quarta?», chiede provocatoriamente Giuseppe Campana.
«Ma il problema non è solo il ponte. Il progetto Sila-Mare è partito nel 1990, ha già bruciato oltre 100 milioni di euro, e dopo trentacinque anni mancano ancora i 10 chilometri del tratto a valle che dovrebbero collegare l'opera alla Statale 106, quindi alla costa. Il V Lotto è diviso in due stralci: il primo, relativo al Ponte di Cropalati, è finanziato con progetto approvato; il secondo, la riqualificazione della SS531, cioè il tratto che collega al mare, è fermo in attesa di copertura finanziaria. Senza quei soldi, la Sila-Mare resta un’incompiuta. Fine della storia».
«E pensare, in tutta questa storiaccia, che c’è chi continua a bearsi di responsabilità non proprie. A marzo 2025, la Regione taglia l’ennesimo nastro sui 5,5 chilometri di asfalto tra Bivio del Destro e Cropalati, con assessori, fotografi e comunicati trionfali. Occhiuto e Salvini vengono ringraziati come se avessero costruito l'autostrada del Sole. Oliverio – ricorda Giuseppe Campana – ha definito quello spettacolo una vera e propria falsificazione storica. Aveva ragione. Inaugurare un segmento di strada che non arriva da nessuna parte, mentre il ponte che la completa è a pezzi e il tratto finale è senza fondi, non è un risultato ma becera propaganda».
«Per tutta questa serie di motivi – è l’invito del portavoce calabrese di Europa Verde – chiedo al governatore un impegno formale e vincolante sul rispetto della scadenza di luglio per il viadotto Ortiano II, non un'altra rassicurazione assessorile, un atto. Chiedo il finanziamento immediato del secondo stralcio del V Lotto sulla SS531, anche perché i fondi Fsc ci sono, però manca la volontà politica di destinarli. Chiedo infine un'audizione pubblica in Consiglio regionale sullo stato complessivo dell'asse Sila-Mare, con Anas e Comuni seduti allo stesso tavolo, davanti ai cittadini».
«Longobucco ha bisogno di una strada, non di nastri. E noi non smetteremo di ricordare al presidente Occhiuto, che nel frattempo trova sempre il tempo per parlare di Ponte sullo Stretto, di alta velocità e di aeroporti, che governare significa anche finire quello che si inizia, non solo inaugurare quello che non si è ancora fatto. Se non riescono a concludere questo – chiosa Giuseppe Campana – proviamo a immaginare cosa potrà accadere tra Reggio e Messina».

