Una Conferenza dei sindaci aperta al confronto con i cittadini per affrontare le difficoltà dei servizi sanitari nella Valle dell’Esaro e nel Pollino. È la richiesta avanzata da Vincenzo Borrelli, già consigliere comunale di Altomonte, che denuncia il progressivo indebolimento della medicina territoriale e chiama direttamente in causa gli amministratori locali.

«La salute pubblica nel nostro territorio è ormai al collasso», afferma Borrelli, sollecitando un’iniziativa istituzionale congiunta e annunciando che, in assenza di risposte, scriverà formalmente a ogni sindaco dell’area.

Il caso della sala prelievi di San Marco Argentano

Borrelli richiama quanto sarebbe accaduto recentemente a San Marco Argentano, dove la sala prelievi sarebbe rimasta temporaneamente senza servizio a causa della carenza di personale.

«Non si tratta di un evento isolato», sostiene l’ex consigliere, secondo il quale sarebbero in corso uno «smantellamento progressivo» dei presidi locali e un ridimensionamento complessivo della medicina di prossimità.

La circostanza specifica relativa alla sala prelievi viene riferita da Borrelli e richiederebbe una ricostruzione ufficiale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza sulle cause, sulla durata dell’interruzione e sul ripristino del servizio.

Sul piano generale, l’Asp ha pubblicato il 6 agosto un avviso per raccogliere la disponibilità dei medici alla copertura dei turni estivi di Continuità assistenziale nel Distretto Esaro-Pollino. Un’iniziativa che documenta la necessità di reperire personale per assicurare i servizi durante il periodo estivo, ma che non basta, da sola, a confermare tutte le criticità denunciate. 

Le segnalazioni provenienti da Castrovillari

L’allarme lanciato dall’ex consigliere si estende anche all’area di Castrovillari. Borrelli riferisce di segnalazioni ricevute da cittadini alle prese con servizi rallentati o non disponibili, senza però indicare nella nota le singole prestazioni interessate, le strutture o il periodo di riferimento.

«La malattia non va in ferie ed è inaccettabile che i cittadini debbano subire le conseguenze di questa catena di negligenze», dichiara.

Per Borrelli il rischio è che le interruzioni e le carenze di personale, se non affrontate attraverso una programmazione complessiva, possano trasformarsi in un arretramento permanente dell’assistenza territoriale.

L’attacco ai sindaci dell’Esaro e del Pollino

Il passaggio più duro dell’intervento riguarda il comportamento dei primi cittadini. Borrelli li accusa di essere particolarmente presenti durante le campagne elettorali e meno incisivi quando occorre difendere i servizi sanitari.

«Siamo stanchi di vedere sindaci prontissimi a mobilitarsi e fare campagna elettorale al momento delle elezioni regionali, salvo poi sparire o rimanere in silenzio quando c’è da difendere i diritti fondamentali delle nostre comunità», afferma.

L’ex consigliere critica anche quella che considera un’eccessiva disponibilità degli amministratori verso il governo regionale. A suo giudizio, i contributi destinati alle iniziative locali non dovrebbero impedire ai Comuni di assumere posizioni nette sulle carenze della sanità.

Il riferimento a presunte forme di accondiscendenza politica rappresenta una valutazione di Borrelli e non è accompagnato, nella nota, dall’indicazione di episodi amministrativi specifici o di collegamenti documentati tra finanziamenti ed eventuali silenzi istituzionali.

«Ora servono i fatti»

Borrelli torna inoltre sui confronti avuti in passato con alcuni amministratori della zona. Ricorda di essere stato criticato quando aveva già denunciato problemi nell’assistenza territoriale e chiesto iniziative più incisive.

L’ex consigliere contesta anche il racconto di presunte «battaglie storiche» condotte per difendere i presidi sanitari, sostenendo di non averne trovato traccia dopo le proprie verifiche.

«Le parole stanno a zero, ora servono i fatti», afferma. Anche in questo caso Borrelli non indica i nomi degli amministratori ai quali si riferisce né specifica quali verifiche siano state effettuate.

La richiesta di una Conferenza dei sindaci

La proposta è convocare immediatamente una Conferenza dei sindaci dell’Esaro e del Pollino in una sede pubblica, consentendo la partecipazione dei cittadini e un confronto trasparente sulle condizioni dei servizi.

Secondo Borrelli, l’incontro dovrebbe servire a definire una piattaforma territoriale condivisa e a chiedere all’Asp di Cosenza e alla Regione Calabria risposte su organici, continuità assistenziale, laboratori, medicina di base e futuro dei presidi locali.

In assenza di iniziative, l’ex consigliere annuncia l’invio di una richiesta formale a ogni sindaco del comprensorio. Le eventuali risposte, così come la mancata replica delle amministrazioni, saranno rese pubbliche.

«La cittadinanza deve poter giudicare chiaramente chi sceglie di metterci la faccia e chi preferisce tacere», conclude Borrelli.