Quasi 18 milioni di cittadini sono stati invitati agli screening oncologici nel 2025, ma oltre la metà non ha aderito. Nella nostra regione si registrano i tassi più bassi del Paese per tutti i principali programmi di prevenzione
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Nel 2025, quasi 18 milioni di italiani sono stati invitati dal servizio sanitario a effettuare gli screening oncologici. Di questi, solo 7,5 si sono effettivamente sottoposti all'esame. È il dato saliente dell'ultima rilevazione dell'Osservatorio Nazionale Screening, che conferma forti differenze tra le Regioni.
Lo screening per tumore della mammella è quello che vede una risposta migliore. Delle oltre 4 milioni le donne invitate a fare la mammografia (il 96% delle aventi diritto) il 58,4% si è sottoposto al test. Ampie le le differenze territoriali: se la Provincia Autonoma di Trento riesce a invitare una popolazione più ampia delle aventi diritto (il 110,4%) recuperando, per esempio, quelle non invitate negli anni precedenti, in Calabria la percentuale crolla al 33,1%. Differenze anche nell'adesione allo screening: si va dall'82% della Valle d'Aosta al 34,9% della Calabria.
Sono più di 3,6 milioni, invece, le donne invitate per lo screening per il tumore del collo dell'utero, una quota superiore alle aventi diritto nel corso dell'anno (107%); solo il 43,5%, però, risponde alla chiamata. La capacità di invito è tendenzialmente buona in tutta la Penisola, con sole 4 Regioni al di sotto della soglia sufficiente del 90%. In particolare, il valore più basso si registra in Campania con 71,1% delle avente diritto invitate. Ampia anche la forbice nella risposta all'invito: dal 72% del Friuli-Venezia Giulia al 16,7% della Calabria.
Per lo screening del cancro del colon retto gli inviti sono stati oltre 8,2 milioni, il 98,2% della popolazione avente diritto. L'adesione, però, è ferma a poco più del 35%. Il tal caso sono 7 le Regioni al di sotto della soglia di sufficienza, distribuite su tutto il territorio nazionale. Molto bassa, soprattutto in alcune Regioni, la risposta all'invito, con il record negativo della Calabria dove solo il 6,4% che si sottopone all'esame. Dall'analisi emergono inoltre miglioramenti anche per quelle Regioni che hanno esteso le fasce di età degli aventi diritto: le donne di età compresa tra 45 e 49 anni e tra 70 e 74 anni per lo screening della mammella e tra 70 e 74 anni per lo screening del colon retto.

