Pubblicato l’avviso regionale: 12 nuovi Centri per la Famiglia, 20 strutture potenziate e servizi per maternità, affido e adozione
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Una rete più capillare per accompagnare genitori, bambini e nuclei familiari nei momenti di difficoltà. La Regione Calabria ha pubblicato l’avviso “Rafforzamento della rete dei Centri per la Famiglia – CPF 2025”, mettendo a disposizione degli Ambiti territoriali sociali 2 milioni e 299mila euro.
Il provvedimento, approvato dal Dipartimento Inclusione sociale, Sussidiarietà e Welfare di Comunità, consentirà di aprire 12 nuovi Centri per la Famiglia nei territori ancora sprovvisti e di rafforzare 20 strutture già operative. Le risorse provengono dal Fondo nazionale per le politiche della famiglia, trasferite dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Con la pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria scattano i termini per la presentazione dei progetti da parte degli Ambiti sociali. Non si tratta, dunque, di un bando rivolto direttamente alle singole famiglie, ma della procedura attraverso la quale gli enti territoriali potranno ottenere i finanziamenti e organizzare i servizi.
Dodici nuovi Centri per la Famiglia in Calabria
I nuovi presidi a titolarità pubblica saranno attivati ad Amantea, Catanzaro, Corigliano-Rossano, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Mesoraca, Paola, San Marco Argentano, Serra San Bruno, Soverato e Spilinga.
Cinque dei dodici nuovi Centri per la Famiglia saranno quindi realizzati nel Cosentino: ad Amantea, Corigliano-Rossano, Cosenza, Paola e San Marco Argentano. Parallelamente saranno potenziati 20 centri già gestiti dagli Ambiti territoriali sociali calabresi.
La scelta mira a ridurre le distanze tra i principali centri urbani e le aree interne, rendendo più accessibili i servizi dedicati alla genitorialità, alla prima infanzia e alle situazioni di fragilità familiare.
Accoglienza e orientamento: stanziati 1,44 milioni
La parte più consistente delle risorse, pari a 1,44 milioni di euro, sarà impiegata per consolidare le funzioni di informazione, ascolto e accoglienza. Questa linea di intervento sarà obbligatoria per tutti i Centri coinvolti.
I presidi dovranno aiutare le famiglie a individuare i servizi disponibili, orientarle tra le opportunità presenti sul territorio e accompagnarle nel rapporto con le diverse strutture pubbliche e sociali.
Particolare attenzione sarà riservata alle persone con minore familiarità con le piattaforme digitali. L’obiettivo è evitare che la difficoltà nell’utilizzo degli strumenti informatici diventi un ostacolo all’accesso alle prestazioni e alle misure di sostegno.
Il modello regionale punta a mettere in relazione servizi sociali, strutture sociosanitarie, istituti scolastici e organizzazioni del Terzo settore, creando una rete capace di intercettare i bisogni e indirizzare tempestivamente le famiglie.
Affido e adozione, formazione per famiglie e operatori
Una seconda linea di intervento dispone di 500mila euro ed è riservata ai Centri per la Famiglia già attivi. Le risorse finanzieranno iniziative dedicate all’affidamento familiare e all’adozione.
Sono previsti percorsi di sensibilizzazione, attività costruite attraverso le esperienze dirette delle famiglie e programmi di formazione continua destinati agli operatori. Il rafforzamento di queste competenze dovrebbe favorire un accompagnamento più stabile sia nella fase precedente all’accoglienza del minore sia durante il percorso familiare.
Maternità e primi mille giorni di vita
Altri 350mila euro saranno destinati all’accompagnamento della maternità e dei primi mille giorni di vita del bambino, considerati una fase decisiva per il benessere e lo sviluppo dell’intero nucleo familiare.
Tra gli interventi finanziabili rientrano le visite domiciliari e i gruppi di confronto tra neogenitori. L’obiettivo è offrire sostegno nelle situazioni di maggiore vulnerabilità e costruire occasioni di condivisione delle esperienze legate alla nascita e alla crescita dei figli.
Il piano prevede anche l’allestimento degli “Spazi neutri”, ambienti protetti nei quali tutelare la continuità delle relazioni tra genitori e figli nei momenti di crisi, separazione o particolare conflittualità familiare.
Straface: «Aiuti concreti direttamente nei territori»
L’assessore regionale alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, ha definito la pubblicazione dell’avviso il passaggio dalla programmazione alla fase pienamente operativa.
«Con l’uscita dell’avviso pubblico mettiamo a disposizione degli Ambiti risorse e aiuti concreti per rispondere alle sfide reali che i genitori affrontano ogni giorno», ha dichiarato l’assessore.
Secondo Straface, i progetti presentati dagli Ambiti consentiranno di portare interventi specialistici, orientamento e sostegno direttamente nei territori, riducendo le distanze esistenti tra i grandi centri e le aree interne.
«Non ci limitiamo a erogare servizi, ma costruiamo spazi di comunità dove ogni cittadino può trovare professionalità, continuità nell’assistenza e risposte tempestive», ha aggiunto, inserendo la misura nel programma regionale portato avanti dalla Giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto e nel quadro del Piano nazionale per la famiglia.
La fase operativa affidata agli Ambiti sociali
La pubblicazione sul Bollettino Ufficiale apre la fase di presentazione e valutazione delle proposte progettuali. Saranno gli Ambiti territoriali sociali a definire gli interventi da realizzare e le modalità organizzative dei nuovi presidi.
Conclusa la procedura, partiranno l’attivazione dei 12 nuovi Centri per la Famiglia e il potenziamento delle 20 strutture già esistenti. La finalità è costruire una rete regionale più uniforme, capace di offrire risposte di prossimità alle famiglie e di intervenire prima che le situazioni di fragilità diventino emergenze sociali.

