La Comunità energetica di Rende torna al centro del confronto politico. A intervenire è Marco Ghionna, consigliere comunale del gruppo Futuro, che contesta l’impostazione di Statuto e Regolamento predisposti dall’amministrazione e accusa Cuzzocrea di avere imboccato una strada lontana dallo spirito originario del progetto.

Ghionna chiarisce di avere votato favorevolmente all’avvio della Comunità energetica perché convinto delle opportunità che questo strumento può offrire alle famiglie e al territorio. Ma, alla luce dei documenti definitivi arrivati in Commissione, le criticità già segnalate durante il Consiglio comunale sarebbero state confermate.

Ghionna: «La CER deve ridurre le bollette»

Il punto politico sollevato dal consigliere riguarda la finalità stessa della Comunità energetica. Secondo Ghionna, lo strumento dovrebbe servire a ridurre le bollette, contrastare la povertà energetica e distribuire benefici sociali ai cittadini.

«Noi abbiamo votato favorevolmente all’avvio della Comunità Energetica perché crediamo nelle opportunità che questo strumento può offrire alle famiglie e al territorio. Già durante il Consiglio Comunale, però, avevamo chiesto maggiore attenzione su Statuto e Regolamento, segnalando alcune anomalie presenti nelle prime bozze».

Il consigliere spiega di non avere voluto bloccare la partenza del progetto, ma oggi giudica confermate le preoccupazioni iniziali.

«Abbiamo scelto di non bloccare la partenza del progetto, ma oggi, alla luce dei documenti definitivi arrivati in Commissione, quelle preoccupazioni risultano purtroppo confermate».

«Cuzzocrea trasforma il progetto in gestione di incarichi»

La critica più dura riguarda la struttura organizzativa prevista dai documenti. Per Ghionna, la Comunità energetica rischierebbe di diventare un contenitore di nomine, incarichi e risorse, invece di uno strumento sociale al servizio delle famiglie.

«Il Consiglio Comunale aveva dato fiducia a un progetto per ridurre le bollette. Cuzzocrea sta provando a trasformarlo in un progetto per amministrare incarichi, risorse e posizioni di comando».

Secondo il consigliere di Futuro, dalla lettura dello Statuto e del Regolamento emergerebbe una realtà diversa da quella attesa.

«Più che una Comunità Energetica pensata per distribuire benefici ai cittadini, emerge una struttura costruita per amministrare nel tempo nomine, incarichi e risorse economiche».

Ghionna richiama, in particolare, la presenza di membri permanenti nel direttivo, la possibilità di designare ulteriori componenti, incarichi della durata di dieci anni, rinnovi senza limiti e meccanismi di proroga delle cariche.

Il nodo del Fondo Sociale Energetico

Per il consigliere comunale, la parte più debole del progetto riguarda l’assenza di strumenti concreti a tutela delle famiglie fragili.

«Mentre le famiglie avrebbero bisogno di bollette più leggere, troviamo molta attenzione agli assetti di potere e molto meno agli strumenti che dovrebbero rappresentare il cuore di una Comunità Energetica: il sostegno alle famiglie e la lotta alla povertà energetica».

Ghionna sottolinea l’assenza di un vero Fondo Sociale Energetico, di quote obbligatorie da destinare ai nuclei familiari in difficoltà e di garanzie concrete affinché una parte significativa degli incentivi venga redistribuita ai cittadini più fragili.

«Non troviamo un vero Fondo Sociale Energetico. Non troviamo quote obbligatorie da destinare ai nuclei familiari in difficoltà. Non troviamo garanzie concrete affinché una parte significativa degli incentivi venga destinata ai cittadini più fragili».

Futuro annuncia modifiche a Statuto e Regolamento

Il gruppo consiliare Futuro annuncia quindi la presentazione di modifiche sostanziali a Statuto e Regolamento, con l’obiettivo di rafforzare trasparenza, partecipazione e tutele sociali.

«Una Comunità Energetica deve nascere per ridurre le bollette e generare benefici sociali, non per costruire strutture destinate a gestire nel tempo nomine, incarichi e risorse».

Ghionna ribadisce di non essere contrario alle Comunità energetiche, ma all’impostazione data al progetto rendese.

«Siamo favorevoli alle Comunità Energetiche. Proprio per questo siamo contrari a questa impostazione. Una CER deve distribuire benefici alle famiglie, non garantire assetti di potere destinati a durare dieci anni o più».

«Così non potremo votare a favore»

La posizione politica del consigliere è netta. Se Statuto e Regolamento resteranno quelli proposti, Futuro non voterà favorevolmente e non inviterà i cittadini ad aderire al progetto.

«Finché Statuto e Regolamento resteranno quelli proposti da Cuzzocrea, non potremo né votare favorevolmente la loro approvazione né invitare i cittadini di Rende ad aderire a questo progetto».

Per Ghionna, prima di chiedere fiducia ai cittadini, è necessario costruire una Comunità energetica realmente orientata alle famiglie, alla riduzione dei costi e alla giustizia sociale.

«Prima di chiedere fiducia ai cittadini, occorre costruire una Comunità Energetica che metta davvero al centro le famiglie e non gli assetti di potere destinati a gestirla».