Tra Monte Scuro e Camigliatello un percorso immerso tra pini larici e abeti bianchi è stato riconosciuto dal Cnr come Stazione di Terapia Forestale. Cinque chilometri di bosco dove la scienza conferma ciò che le fiabe raccontano da sempre: la natura può fare bene alla mente e al corpo
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Il cinema orientale ha raccontato la storia de “La foresta dei pugnali volanti” del regista cinese Zhang Yimou, le leggende nipponiche riportano i boschi come casa degli Yōkai e dei kami, gli spiriti giapponesi, lì le lucciole raccontano anche vite passate che il maestro Isao Takahata ha portato sullo schermo nel suo film capolavoro. Boschi e foreste hanno potenzialità taumaturgiche che in diverse culture assumono anche forme fiabesche. In Sila esiste un percorso che porta su un sentiero ribattezzato “Foresta Incantata” quasi a mutuare dalla favola di Hayao Miyazaki.
Si tratta di una Stazione di Terapia Forestale riconosciuta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, e fa parte di una rete internazionale che considera il bosco uno strumento di medicina preventiva e benessere.
Il sentiero è il CAI 421, e si sviluppa tra il distaccamento dell'Aeronautica Militare di Monte Scuro e l'area delle piste da sci di Camigliatello Silano. Si tratta di cinque chilometri immersi in una delle foreste più spettacolari della Calabria, dove ogni passo allontana dal chiasso del quotidiano, dallo stress e dalla fatica per assorbirli in un profumo di muschi incantevole.
Lungo il cammino, dotato di pannelli informativi e fruibile sia in autonomia sia con guide specializzate, il visitatore viene accompagnato in un'esperienza pensata proprio per rallentare, osservare, ascoltare e respirare.
Il riconoscimento è arrivato al termine di un lungo lavoro scientifico condotto dall'Istituto per la BioEconomia del CNR (CNR-IBE) e dall'Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (CNR-ISAFOM), insieme alla sezione cosentina del Club Alpino Italiano. Le analisi ambientali hanno confermato che quest'area presenta una concentrazione estremamente bassa di sostanze inquinanti e un'elevata presenza di monoterpeni, composti naturali rilasciati da pini larici e abeti bianchi.
Queste sostanze aromatiche, che danno al bosco il suo profumo caratteristico, hanno attirato l'attenzione della comunità scientifica. Diversi studi dimostrano infatti che la loro inalazione favorisce la riduzione dello stress, migliora il tono dell'umore e contribuisce ad alleviare gli stati d'ansia. La qualità dell'aria e l'altitudine rendono inoltre il sito particolarmente indicato anche per percorsi dedicati ai ragazzi affetti da asma.
Grazie alla collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti di Cosenza, lungo il percorso sono stati installati pannelli informativi accessibili anche alle persone non vedenti, affinché l'esperienza del bosco possa essere vissuta da tutti.
È un nuovo modo di guardare alla Sila. Non soltanto destinazione per escursionisti, sciatori o amanti della montagna, ma luogo in cui il patrimonio naturale diventa anche risorsa per la salute. Quella foresta non conduce solo lungo un sentiero, ma insegna di nuovo come respirare.

