Il Comune di San Marco Argentano alza il livello dello scontro con Poste Italiane e mette nero su bianco una protesta formale per la mancata riapertura dell’ufficio postale di località Scalo, chiuso dopo l’evento criminoso avvenuto nella notte del 31 dicembre 2025. Con una diffida indirizzata alla Macro Area Sud, alla Filiale di Cosenza e al responsabile delle relazioni istituzionali di Roma, l’amministrazione comunale chiede l’immediato avvio dei lavori di ripristino e la riattivazione del presidio entro il 15 giugno 2026.

Nel documento, il sindaco parla a nome della cittadinanza e denuncia una situazione giudicata non più tollerabile, soprattutto alla luce del fatto che, a quasi quattro mesi dai fatti, l’ufficio risulta ancora chiuso e senza che, secondo quanto evidenziato dal Comune, vi sia traccia concreta dell’apertura di un cantiere.

Il Comune denuncia ritardi, silenzi e rinvii continui

Al centro della diffida ci sono i ritardi accumulati e le scadenze comunicate da Poste Italiane che, secondo l’amministrazione, non sarebbero state rispettate. Nel testo si ricorda infatti che inizialmente era stato indicato il 25 febbraio 2026 come termine per il ripristino della sede, poi successivamente la metà di aprile. Entrambe le date, viene sottolineato, sono trascorse senza che i lavori abbiano avuto inizio.

Il Comune contesta anche quello che definisce un atteggiamento di sistematico rinvio da parte del gestore del servizio pubblico, aggravato dal mancato riscontro agli ultimi solleciti trasmessi dall’amministrazione, uno dei quali accompagnato da una corposa raccolta firme dei cittadini. Un silenzio che, nella ricostruzione dell’ente, viene letto come una mancanza di rispetto nei confronti della comunità e dei rapporti istituzionali.

«L’ultima beffa» e l’avviso sui lavori fino al 15 giugno

Nella diffida viene richiamato anche l’avviso affisso da Poste Italiane, con cui si comunica la chiusura dell’ufficio per “lavori infrastrutturali dal 14 aprile 2026 al 15 giugno 2026”. Per l’amministrazione comunale si tratterebbe dell’ennesimo rinvio, giudicato come una vera e propria presa in giro ai danni di una comunità che si sente abbandonata.

Il punto che il Comune rimarca con maggiore forza è proprio questo: la mancanza di un cantiere attivo, a fronte di comunicazioni che parlano di lavori in corso, configurerebbe una situazione di scarsa chiarezza che non può più essere ignorata.

I disagi per anziani e fasce fragili

Nel documento l’amministrazione insiste molto anche sulle ricadute concrete della chiusura. L’ufficio postale di località Scalo, evidenzia il sindaco Virginia Mariotti, si trova a oltre dieci chilometri dal centro urbano e, in un territorio come quello di San Marco Argentano, questa distanza rischia di tradursi in un vero isolamento sociale.

A pagare il prezzo più alto sarebbero soprattutto le fasce più fragili della popolazione, in particolare gli anziani, che vengono descritti come privati del loro punto di riferimento per il ritiro delle pensioni e per il pagamento delle bollette. Da qui la convinzione dell’amministrazione che la vicenda non possa più essere trattata come una semplice questione organizzativa, ma come un problema che incide direttamente sui diritti essenziali dei cittadini.

La richiesta sul bancomat di via XX Settembre

Accanto alla riapertura dell’ufficio dello Scalo “Stazione”, il Comune chiede anche il ripristino dell’effettivo funzionamento H24 dell’ATM dell’ufficio postale di via XX Settembre. Secondo quanto riportato nella diffida, dopo i fatti del 31 dicembre il bancomat sarebbe utilizzabile soltanto nei giorni e negli orari di apertura al pubblico, con ulteriori disagi per la cittadinanza.

Anche su questo fronte l’amministrazione sollecita un intervento immediato, ritenendo insufficiente l’attuale modalità di utilizzo del servizio.

Il Comune fissa una scadenza e richiama anche Agcom

La diffida invita Poste Italiane a dare immediato ed effettivo inizio ai lavori di ripristino e a garantire la riapertura della sede entro e non oltre il 15 giugno 2026, vale a dire il nuovo termine indicato nell’ultimo avviso affisso.

Nel testo il Comune si riserva già da ora la possibilità di interessare anche l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), qualora la situazione non trovi una soluzione concreta. Un segnale che conferma la volontà dell’amministrazione di alzare ulteriormente il livello dell’iniziativa istituzionale se dovessero persistere inerzia e ritardi.

Annunciate possibili proteste della popolazione

La parte finale della nota aggiunge un ulteriore elemento di tensione. Il sindaco informa infatti che, in assenza dell’inizio dei lavori, la popolazione avrebbe già preannunciato forme di protesta civile eclatanti a tutela dei propri diritti.