«Vengo a voi con un cuore semplice. Per accogliere e per essere accolto. Mi accompagnano sentimenti di gioia e di entusiasmo. Sento tanta stima e affetto intorno a me». L’ingresso in Cattedrale di monsignor Stefano Rega, Vescovo di San Marco Argentano-Scalea è accompagnato dal suono delle campane e dall’applauso di almeno duemila fedeli, presenti nonostante le avverse condizioni climatiche. Visibilmente emozionato, il presule ha intrapreso il suo cammino episcopale raccogliendo il pastorale da monsignor Leonardo Bonanno.

Prima della solenne cerimonia di questo pomeriggio, monsignor Rega ha voluto intrattenersi con gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di San Marco Argentano e poi con gli anziani ospiti della residenza sanitaria assistita San Francesco della vicina Roggiano Gravina, dove è stato ricevuto dal sindaco Salvatore De Maio e dal proprietario della struttura Massimiliano Baffa.

«Ai giovani – ha detto il Vescovo in una intervista rilasciata al nostro network poco prima della celebrazione della Santa Eucarestia – ho voluto dare un segnale di vicinanza e di ascolto. Ho trovato in loro una grande ricchezza di valori. Ho scelto poi di incontrare gli anziani poiché sono il simbolo del nostro passato ma anche per una riflessione sulla sofferenza. Una esperienza ritengo molto importante per arricchire le nostre vite».

Il periodo drammatico della pandemia e adesso la crisi internazionale e la guerra in Ucraina, ha rafforzato il legame della comunità con la fede: «Penso anche alla tragedia di Cutro – ha sottolineato monsignor Stefano Rega – Cristo ci ha insegnato a vedere nell’altro un fratello, una sorella da amare. La fede ci aiuta a creare unità, sinergia, può darci una spinta in più nel sostenere il prossimo. Soprattutto coloro che cercano nelle nostre terre conforto e aiuto».