Dopo TuttoFood, il pizzaiolo imprenditore di San Marco Argentano porta la sua visione al convegno sulla celiachia
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Il senza glutine non come rinuncia, ma come esperienza gastronomica capace di unire tutti attorno alla stessa tavola. È questa la visione che Luca Tudda, pizzaiolo e imprenditore di San Marco Argentano, porta avanti con Amonoglù e che sarà al centro del suo intervento all’Università della Calabria, nell’ambito del convegno medico-scientifico dedicato alla celiachia.
Reduce dall’esperienza positiva a TuttoFood, Tudda conferma un percorso imprenditoriale sempre più definito: trasformare il gluten free da prodotto percepito come “per pochi” a proposta inclusiva, di qualità e accessibile anche a chi non ha specifiche esigenze alimentari.
All’Unical il convegno sulla celiachia e la sicurezza alimentare
Venerdì 22 maggio, a pochi giorni dalla Settimana Nazionale della Celiachia, l’Università della Calabria ospiterà il convegno medico-scientifico dal titolo “Celiachia: approccio multidisciplinare tra clinica, nutrizione e sicurezza alimentare”.
L’iniziativa nasce nell’ambito della collaborazione con AIC - Associazione Italiana Celiachia e punta ad approfondire i diversi aspetti della celiachia: dalla diagnosi alla gestione quotidiana dell’alimentazione senza glutine, passando per nutrizione, sicurezza alimentare e dimensione psicologica della patologia.
Tra i relatori saranno presenti Giuseppina Grosso, presidente AIC Calabria APS, Natale Dodaro e Ileana Luppino del Comitato scientifico AIC Calabria, Daniela Bonofiglio, docente di Scienze della Nutrizione, e Loredana Ripepi, tecnologa alimentare. Interverrà anche Luca Tudda, fondatore di Amonoglù, chiamato a portare la sua esperienza di imprenditore nel settore del senza glutine.
Il pasto senza glutine aperto a tutti nelle mense universitarie
A conclusione del convegno, le mense universitarie serviranno un pasto completamente senza glutine aperto a tutti. Una scelta dal forte valore simbolico, pensata per promuovere inclusione, condivisione e una nuova cultura del gluten free.
L’obiettivo è superare l’idea di una cucina separata, destinata solo a chi convive con la celiachia, e mostrare invece come il senza glutine possa diventare un’esperienza comune, capace di non creare distanze a tavola.
Come sottolinea Tudda, «Il messaggio è semplice ma fondamentale: il senza glutine non deve dividere le persone, deve permettere a tutti di vivere la stessa esperienza. La pizza è condivisione, convivialità, stare insieme. Nessuno dovrebbe sentirsi diverso a tavola».
Da TuttoFood a Milano, la sfida inclusiva di Amonoglù
La partecipazione all’appuntamento dell’Unical arriva dopo l’esperienza di TuttoFood, dove Luca Tudda è stato presente dall’11 al 14 maggio 2026 con un doppio presidio: lo stand ufficiale di Amonoglù e un desk all’interno dello spazio “Regione Calabria Straordinaria”.
Nei quattro giorni della manifestazione milanese, il pizzaiolo e imprenditore calabrese ha incontrato buyer, operatori e professionisti provenienti da diversi mercati internazionali, dal Nord Europa agli Stati Uniti fino al Canada.
Protagoniste dello spazio Amonoglù sono state le pizze e le pinse senza glutine, oggi cuore produttivo dell’azienda, insieme a un nuovo progetto innovativo presentato in anteprima e ancora riservato.
«L’interesse ricevuto è stato enorme – racconta Luca Tudda – e la cosa che ci rende più orgogliosi è vedere come il prodotto venga apprezzato da tutti, indipendentemente dalle esigenze alimentari. E di questo ne abbiamo avuto conferma anche andando in giro per le strade del centro Milano con la nostra mascotte Bruno».
Il bradipo Bruno e la pizza senza glutine nel cuore di Milano
Durante i giorni di TuttoFood, coincisi in parte con la Settimana Nazionale della Celiachia, Tudda e il suo staff hanno scelto di uscire dagli spazi fieristici per portare il prodotto direttamente alle persone.
Nel centro di Milano, la mascotte del brand, il bradipo Bruno, ha distribuito piccole pizze senza glutine tra i passanti della Galleria Vittorio Emanuele II. Un’operazione di guerrilla marketing pensata per avvicinare il pubblico al prodotto senza filtri, facendo leva sull’assaggio diretto e sull’effetto sorpresa.
Il messaggio è lo stesso che accompagna il percorso di Amonoglù: il gluten free può essere buono, contemporaneo, identitario e capace di parlare a tutti, non soltanto a chi deve eliminare il glutine dalla propria dieta.
La crescita di Amonoglù da San Marco Argentano
La storia di Amonoglù nasce da un’intuizione maturata sul campo. Solo quattro anni fa Luca Tudda preparava pizze senza glutine nel giorno libero della sua pizzeria. Da quella sperimentazione è nato un progetto imprenditoriale che oggi conta 19 collaboratori ed è già proiettato verso il trasferimento in uno stabilimento più grande, necessario per rispondere alla domanda crescente.
La traiettoria dell’azienda racconta una crescita rapida, ma costruita su una visione precisa: portare nel mercato prodotti senza glutine che non vengano percepiti come sostitutivi o penalizzanti, ma come vere proposte gastronomiche.
«Per me il vero obiettivo non è semplicemente vendere prodotti senza glutine – spiega Tudda – ma dimostrare che possono essere prodotti buoni per tutti. Esiste ancora il pregiudizio che il senza glutine sia una rinuncia, qualcosa di triste o quasi farmaceutico. Noi vogliamo cambiare questa mentalità. Quando qualcuno mangia una pizza ottima e poi scopre che è senza glutine, lì succede qualcosa».

