Dopo la riorganizzazione decisa dal Comune, i giovani chiedono di continuare a contribuire alla promozione culturale e turistica della città
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I volontari del Servizio civile impegnati nel Comune di San Giovanni in Fiore chiedono che la nuova distribuzione negli uffici comunali mantenga le attività assegnate coerenti con gli obiettivi dei rispettivi progetti, soprattutto quando questi riguardano la cultura, il turismo e la valorizzazione del patrimonio locale.
La richiesta arriva dopo la riunione svolta nella mattinata di venerdì 2 ottobre a Palazzo di Città, convocata dal sindaco e dagli uffici comunali competenti per ridefinire la presenza dei volontari nei diversi servizi dell’ente.
Secondo quanto riferito dagli stessi giovani, dal 18 settembre molti di loro erano stati destinati alle strutture culturali comunali. Tra queste figurano il Museo Demologico, le Tavole del Liber Figurarum e i Cunicoli. In tali sedi avevano cominciato un percorso di conoscenza e formazione legato al patrimonio storico e culturale della città.
Dal patrimonio di Saverio Marra all’accoglienza dei visitatori
Le attività avviate comprendevano la catalogazione e la valorizzazione del patrimonio fotografico di Saverio Marra, la conoscenza delle opere e degli spazi museali, oltre a momenti formativi dedicati all’accoglienza, all’orientamento e all’assistenza dei visitatori.
«Per molti di noi non si trattava semplicemente di “fare delle ore”, ma di imparare qualcosa, conoscere meglio la nostra città e contribuire concretamente alla sua promozione culturale e turistica», spiegano i volontari nella nota.
Con la nuova organizzazione, una parte dei giovani sarà assegnata ad altri settori del Comune, tra i quali l’Ufficio Tecnico, la Biblioteca e i Servizi Sociali. I firmatari precisano di rispettare le esigenze organizzative dell’amministrazione, ma chiedono che le mansioni affidate conservino un collegamento sostanziale con le finalità indicate nei progetti di Servizio civile.
«Non vogliamo svolgere soltanto piccole mansioni d’ufficio»
Il timore espresso è che l’esperienza possa essere ridotta allo svolgimento di compiti marginali e prevalentemente amministrativi. «Non vogliamo essere utilizzati soltanto per piccole mansioni di ufficio. Vogliamo imparare, collaborare, proporre idee e sentirci parte attiva della nostra comunità», sottolineano.
I volontari richiamano anche la maggiore flessibilità garantita dalle strutture culturali, nelle quali le attività possono essere organizzate durante i pomeriggi e nei fine settimana. Una caratteristica ritenuta importante per chi frequenta l’università o svolge altre attività compatibili con il Servizio civile.
La richiesta indirizzata al Comune
La presa di posizione, precisano i giovani, non vuole assumere il carattere di un attacco all’amministrazione né alimentare una polemica. L’obiettivo dichiarato è ottenere un confronto sull’organizzazione del servizio e sul tipo di esperienza formativa offerta.
«Dateci la possibilità di continuare a essere sentinelle della cultura, del turismo e del patrimonio di San Giovanni in Fiore», è l’appello rivolto al Comune.
I volontari confermano infine la propria disponibilità a operare con responsabilità, sotto il coordinamento e il monitoraggio degli uffici comunali, chiedendo però di poter fornire un contributo concreto alla comunità e di acquisire competenze utili per il proprio percorso personale e professionale.

