L'internazionalizzazione dell'atletica leggera cassanese segna un passaggio importante attraverso il podismo di fondo. Francesco Lombardi, atleta e Vicepresidente della Polisportiva Magna Graecia, ha marcato un risultato di assoluto rilievo tecnico e istituzionale portando la rappresentanza sportiva locale nel cuore del continente africano, in concomitanza con uno snodo storico per il circuito globale delle maratone. Lombardi ha completato la celebre Cape Town Marathon 2026, corsa domenica 24 maggio.

Una maratona che, lo scorso 10 giugno, ha ottenuto il verdetto ufficiale dell'Abbott World Marathon che ha formalmente riconosciuto la Sanlam Cape Town Marathon come l'ottava "Major Marathon" del pianeta. Un ingresso dal valore simbolico immenso, dopo l'Europa, l'America, l'Asia e l'Oceania, per la prima volta estende i confini del prestigioso circuito al territorio africano, l'ultimo tassello continentale è finalmente al suo posto. «Che gli organizzatori volessero fare le cose in grande – confessa Lombardi – lo avevo intuito ben prima dello sparo d'inizio. Una macchina organizzativa perfetta, che quotidianamente ci aggiornava con dettagli preziosi sulla gara, ma anche su usi, costumi locali e luoghi da esplorare». Il viaggio emotivo è iniziato dentro il maestoso DHL Stadium da 60.000 posti, già teatro della finale dei Mondiali di calcio del 2010. È qui che ha preso vita l'Expo e il concerto del venerdì sera dedicato ai maratoneti. Canti e balli della tradizione africana hanno avvolto gli atleti di ogni nazionalità, con l’originale esecuzione di "All'alba vincerò" e benedetta dal discorso augurale di una leggenda vivente dello sport come Eliud Kipchoge.

La gara, partita alle 8 di domenica 24 maggio, si è rivelata fin da subito un percorso durissimo, muscolare, costellato da continui "mangia e bevi" che spezzavano il ritmo e da tre lunghe salite capaci di mettere a dura prova le gambe e la resistenza. Ma a spingere l'atleta cassanese è stato l'incredibile calore del popolo sudafricano lungo le strade. Il tracciato ha attraversato prima le aree popolari, le zone abitate dalla comunità di colore accompagnati dal ritmo ancestrale e rimbombante dei tamburi e dalle grida festose dei ragazzini che correvano a fianco dei maratoneti. Poi, la svolta decisiva al ventunesimo chilometro. Curva a sinistra e, improvvisamente, la nebbia e la foschia dei giorni precedenti si sono diradate per lasciare spazio alla Table Mountain. Una delle sette meraviglie naturali del mondo si è mostrata in tutta la sua imponenza, con quella cima piatta lunga circa tre chilometri che taglia l'orizzonte. Un'emozione così forte da spingere Lombardi a fermarsi per un istante, chiedendo a uno spettatore di scattargli una foto da custodire gelosamente tra i ricordi della vita.

Il contrasto sociale e paesaggistico si è compiuto nell'ultima frazione di gara, snodatasi tra i viali della zona residenziale d'élite a fronte di hotel a cinque stelle, ville in stile hollywoodiano e giardini curati al millimetro. Qui, l'incitamento ha cambiato volto e lingua, trasformandosi nel classico stile americano con mamme curatissime e ragazzini vestiti elegantemente. Negli ultimi chilometri, la fatica estrema della barriera dei trenta chilometri è stata mitigata da blocchetti di ghiaccio distribuiti in abbondanza, sorsi di Coca-Cola e dalle note trascinanti della musica africana a tutto volume lungo la via.

L'arrivo sul sontuoso tappeto azzurro, con la bellissima medaglia al collo che sancisce la conquista dell'ottava Major, ha chiuso un cerchio perfetto. Un orgoglio per l'intera comunità, un atleta che in silenzio, scavalca muri e tagli traguardi in tutto il mondo, come sottolineato dalle parole ufficiali della società sportiva attraverso le parole del presidente Aldo Iacobini: «Come Presidente della Polisportiva Magna Graecia di Cassano all’Ionio, desidero rivolgere un sentito ringraziamento a Francesco Lombardi, Vicepresidente della Società, per aver portato ancora una volta, con passione e determinazione, il nome della nostra Città e la maglia della nostra Associazione in giro per il mondo. La sua testimonianza, ricca di emozioni, sacrifici e colori, è un patrimonio per tutti noi e un esempio luminoso per i nostri giovani atleti. Grazie Francesco per averci resi orgogliosi anche nel cuore dell’Africa. Continuiamo a correre insieme, verso nuovi traguardi».