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Imprenditori o ragionieri?

Imprenditori o ragionieri?

l’editoriale di Piero Bria – 
I pro e i contro della gestione Guarascio. Conti ok, ma ambizioni ridotte al minimo storico. I tifosi chiedono a gran voce la promozione ma il presidente sa bene che non può sbilanciarsi. 

Il calcio sta cambiando, inutile ribadirlo anno dopo anno. Soprattutto le squadre dalla Lega Pro a scendere soffrono (economicamente) e si naviga a vista.

Il Cosenza è una delle migliori realtà presente nell’ultimo gradino dei prof. Va dato atto, questo sì, al presidente Guarascio di aver fatto sempre quadrare i conti senza mai fare il passo più lungo della gamba. Ma è una politica che ha i suoi pro e i suoi contro. I pro sono, senza dubbio, la certezza di esistere e sopravvivere nella “giungla calcio”. I conti tornano e questo consente di respirare aria pulita e far sì che, a beneficiarne, sia anche la squadra e lo staff. I numerosi fallimenti del nuovo millennio hanno segnato la vita della Cosenza pallonara. Ed è per questo che la gestione Guarascio, in tal senso, è stata sempre apprezzata da numerosi tifosi.

Veniamo ai contro. In primis la programmazione. Si vive alla giornata evitando di guardare troppo oltre. Questo non ha consentito, ad esempio, di mettere le basi per una settore giovanile d’avanguardia. Non solo. Le strutture erano, sono e rimangono quelle… con il Cosenza che girovaga, a volte, per calpestare altri manti erbosi. Per chi è alla ricerca di stimoli… beh, sicuramente non ce ne sono molti. Basti pensare che, ogni anno, i rinnovi dei calciatori arrivano sempre al fotofinish (…se arrivano!).

I tifosi vorrebbero che il presidente si sbilanciasse e parlasse di serie B. Il problema è che Guarascio non può commettere un simile errore e buttarsi la zappa sui piedi. Vedi i “pro” di cui sopra.

Se oggi ho due euro spendo per due euro; se spendo due euro oggi domani non potrò spendere fino a quando non avrò altri euro. Ragionamento che non fa una grinza ma che, di fatto, pregiudica le ambizioni di una piazza vogliosa di ritrovare il calcio che conta.

E allora cosa fare? Come comportarsi? Convincere il presidente a spendere e rischiare che i conti vadano in rosso o sperare che, facendo i ragionieri, si riesca a centrare un traguardo a dispetto di chi ha spesso il quintuplo di noi?

“Siate affamati, siate folli” come diceva Steve Jobs o “la pazienza è la chiave del paradiso” come sostiene un proverbio turco? Imprenditori o ragionieri?

Ognuno ha la sua idea ma, colui che realmente sceglie è solo uno: Eugenio Guarascio.

Non sono le parole a definire ciò che siamo ma il tempo a sentenziare ciò che abbiamo. Il presidente, prima o poi, dovrà tirare un linea. Alla voce totale sarà interessante vedere il colore… verde positivo o rosso negativo?

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