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Med Labor, Cosenza capitale e Alarico: Guccione attacca Occhiuto

Med Labor, Cosenza capitale e Alarico: Guccione attacca Occhiuto

Il coordinatore de La Grande Cosenza: «Vogliamo verificare la correttezza delle procedure di assegnazione alla MedLabor. Per il resto che figure per la nostra città». 

«Ho formalizzato, insieme al capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, una richiesta di accesso agli atti in merito alle procedure di affidamento alla Med Labor Cosenza rispetto alla fornitura e alla installazione delle luminarie cittadine. Con Determina dirigenziale n° 2328/2016 il Comune di Cosenza ha affidato il servizio di – Fornitura e installazione luminarie cittadine- piazza Bilotti – alla ditta Med Labor di Cosenza». E’ quanto afferma il consigliere comunale Carlo Guccione, coordinatore della coalizione La Grande Cosenza in riferimento alla ditta Medlabor di Antonio Scarpelli, che giusto ieri è stato chiamato in causa dal pentito Foggetti su una presunta partita di droga che sarebbe stata acquistata a Gioiosa Jonica. «Vogliamo verificare – precisa Carlo Guccione – la correttezza di tali procedure,  alla luce del fatto che il sindaco di Cosenza continua, imperterrito, a utilizzare le consuetudini della passata consiliatura che hanno visto più volte l’interesse non solo della magistratura, ma anche quello dei media nazionali».

Carlo Guccione va giù pesante con il sindaco Occhiuto anche per la questione Alarico e per la mancata presenza della città tra le dieci finaliste candidate a Capitale della Cultura. «E’ la cronaca di un fallimento annunciato – dice – E non poteva essere altrimenti. Cosenza fuori dalla top ten delle città candidate a diventare capitale italiana della cultura. Non ci meraviglia affatto quanto accaduto. Rappresenta al meglio lo spirito e il livello di un sindaco e di una giunta di bassissimo profilo. Invece di puntare su Telesio, quello sì vanto per tutti noi, il nostro primo cittadino ha pensato che un marketing pecoreccio e di bassissimo profilo legato al mito del re Alarico potesse consentire a Cosenza di ottenere gloria. Le pessime figure collezionate da Occhiuto non si contano. Non possiamo certo dimenticare l’affaire “tesoro di Alarico”. Il Ministero ha bloccato, per fortuna, gli scavi a spese della collettività. E Occhiuto cosa fa? Se ne esce con un improbabile e fantasioso complotto ordito ai suoi danni da imprecisate lobbies. Se non ci fosse del tragico in tutto questo, sarebbe utile riderci sopra».

«Invece dobbiamo interrogarci – precisa Carlo Guccione – sul destino culturale della nostra città, ripensare e rielaborare un progetto di crescita. Ma occorre farlo insieme a cittadini, associazioni culturali, intellettuali e docenti della nostra università. Quegli stessi attori sociali che il sindaco tiene in disparte, perché non sono funzionali al suo disegno predatorio. In campagna elettorale – sottolinea Carlo Guccione – abbiamo ricordato il sacrificio dei Fratelli Bandiera in quel luogo sacro per la storia d’Italia che è il Vallone di Rovito. Non è stata un’iniziativa legata al momento. Fa parte del nostro humus, del nostro modo di vivere, confidando nella nostra storia e nella nostra cultura. Così come riteniamo necessario che ci sia un cartellone condiviso fra i teatri dell’Area urbana. Uniti possiamo crescere ed evitare figuracce come quelle rimediate con il fantomatico ritrovamento del tesoro di Alarico”.

In un capitolo fondamentale del programma della Grande Cosenza è stata tracciata una rotta da seguire per uscire fuori dallo status quo in cui versa oggi la nostra città: «Cosenza città di una nuova economia, della cultura, dell’innovazione e della creatività, perché, attingendo alla sue radici storiche di “Atene delle Calabrie”, sede di una delle più antiche Accademie di Studi d’Europa – radici dalle quali sono fiorite o si sono affermate personalità eccezionali come Bernardino Telesio, Tommaso Campanella, Aulo Giano Parrasio, Francesco Saverio Salfi, Sertorio Quattromani e tanti altri – è capace di tutelare e valorizzare la cultura e la creatività, sviluppare l’istruzione pubblica, i nuovi saperi, la ricerca, le produzioni che danno lavoro di qualità e determinano la nuova ricchezza. Perché, in una nuova prospettiva di comunità urbana più larga, capitalizza il potenziale dell’Università e del sistema territoriale della ricerca, in grado di sostenere l’apertura internazionale, la rigenerazione e l’innovazione dell’economia, ponendosi come riferimento nei settori più avanzati delle nuove scienze e tecnologie, della produzione culturale e della innovazione».

«Lo stesso governatore di Bankitalia – conclude Carlo Guccione – ha lanciato un messaggio importante, richiamando la forza propulsiva della cultura che può diventare motore di crescita anche economica. Ma occorre elaborare strategie credibili e non affidarsi a miti e leggende barbare per promuovere la città di Cosenza».

 

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