Giudiziaria

Consorzio Asi Cosenza, chiesta la condanna per Stefania Frasca e Diego Tommasi

Il pubblico ministero Domenico Frascino, questa mattina, ha richiesto la condanna dei tre imputati coinvolti nell’inchiesta sull’Asi di Cosenza, coordinata dalla procura di Cosenza e condotta dalla Guardia di Finanza di Cosenza.

La pubblica accusa nel corso della requisitoria, ha chiesto la condanna dell’ex direttore generale Stefania Frasca a 4 anni di carcere, dell’ex presidente del Consorzio Asi di Cosenza Diego Tommasi a 3 anni e 8 mesi di carcere, al responsabile dell’area contabile Carlo Antonio Rango 2 anni di reclusione. Inoltre, il pm Frascino ha chiesto l’assoluzione della Frasca relativamente a due capi d’accusa.

Gli avvocati difensori hanno smontato tutte le accuse mosse dall’Ufficio di Procura, coordinato dal procuratore capo Mario Spagnuolo. Il legale Elena Florio ha spiegato al collegio giudicante come l’istruttoria dibattimentale abbia permesso al tribunale di Cosenza di venire a conoscenza del buon lavoro svolto dall’ex dg che non è mai andata contro i principi di legalità, riferendo nel corso del processo tutte le modalità usate per le “missioni”.

L’avvocato Florio, così come poi ha ribadito il noto penalista Franz Caruso, ha sottolineato che la Frasca non ha mai preso soldi in più senza aver prodotto la documentazione relativa alle missioni e solo in un caso com’è emerso effettivamente durante l’esame dell’economo Nicoletti non furono trovate le cosiddette “pezze giustificative” necessarie per deliberare il pagamento di quelle somme elargite dall’ufficio. Documenti, tuttavia, ritrovati e consegnati in un secondo momento.

Per la posizione di Tommasi ha discusso l’avvocato Paolo Guadagnolo che, collegando la figura dell’allora presidente con l’ex dg, ha sottolineato come il suo assistito sia stato corretto nel svolgere l’incarico, mentre Rango – ha dichiarato l’avvocato Giorgio Misasi – non ha commesso alcun reato contestato dalla procura di Cosenza.

Stefania Frasca, Diego Tommasi e Carlo Antonio Rango sono accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio (reato ascritto alla Frasca, per il quale l’accusa ha chiesto l’assoluzione), falso documentale e truffa ai danni dello Stato. Tra le varie contestazioni mosse dal pm Frascino vi è quella dell’aumento del 15% della retribuzione mensile.

L’inchiesta, all’epoca coordinata dal pm Domenico Assumma, nasce a seguito di una denuncia sporta ai carabinieri dal Collegio dei Revisori che avrebbero riscontrato una serie di irregolarità nella gestione dell’Ente.

Irregolarità che avrebbero meritato, pensavano i revisori, delle risposte concrete che tuttavia non sono mai arrivate, fino al punto di recarsi presso l’autorità competente e raccontare ciò che dal loro punto di vista non era legale.

La Procura di Cosenza, infatti, ha sempre parlato della «presenza di una gestione marcatamente padronale dell’Asi di Cosenza, totalmente in mano al suo direttore generale» Stefania Frasca che sarebbe stata assecondata «e coadiuvata nella consumazione di atti arbitrari, sperperi di denaro pubblico e illeciti erariali e penali dal presidente» dell’epoca Diego Tommasi.

Il pm Frascino ha ricostruito la gestione della Frasca che, entrata nel Consorzio nel 2008, nel giro di un anno sarebbe riuscita a prendere «possesso del Consorzio e a gestirlo con estrema libertà, traendo profitto per sé, ma anche per gli altri dipendenti a lei fedeli, e dispensando sanzioni a coloro che tentavano di ostacolarne i sistematici arbìtri». In merito alle missioni fuori sede, la pubblica accusa ritiene che le indagini abbiano evidenziato l’assenza di ogni protocollo amministrativo e un disordine totale nella gestione dell’Ente.

Per la procura di Cosenza, Rango avrebbe alterato il progetto di bilancio di esercizio del 2011 del Consorzio Asi, arrecando al Collegio dei Revisori «un ingiusto danno omettendo arbitrariamente di corrispondere loro le indennità dovute per lo svolgimento delle loro funzioni».

La sentenza è attesa per il primo pomeriggio di domani. Il presidente Enrico Di Dedda (giudici a latere Claudia Pingitore e Manuela Gallo) ha rinviato il processo per eventuali repliche. (Antonio Alizzi)

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Redazione Cosenza Channel

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