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Si pente Nicola Femia: i rapporti con la ‘ndrangheta e imprenditoria cosentina

Si pente Nicola Femia: i rapporti con la ‘ndrangheta e imprenditoria cosentina

E’ originario di Marina di Gioiosa Jonica, ma viveva stabilmente in Emilia-Romagna, ma ha trascorso parte della sua vita a Santa Maria del Cedro. E’ il profilo di Nicola Femia, nuovo collaboratore di giustizia della Dda di Catanzaro da circa due mesi fa. 

Lo ha comunicato ieri mattina il procuratore aggiunto dell’ufficio inquirente di Catanzaro, Vincenzo Luberto, nel corso di un’udienza relativa a un processo sul traffico di sostanze stupefacenti, dove sono imputati italiani e albanesi, depositando due verbali nei quali sono contenute le prime dichiarazioni rese agli inquirenti e investigatori.

E’ proprio il narcotraffico uno dei settori nel quale il nuovo pentito, ex boss, ha fatto affari in passato, anche con i clan, e alcuni imprenditori cosentini, della provincia di Cosenza e in particolare con quelli del Tirreno cosentino, Muto di Cetraro e Valente di Scalea.

Era specializzato nei videopoker e nel gioco d’azzardo, attività che gli hanno permesso di costruire un impero economico. Di recente è stato condannato a 26 anni di carcere nel processo “Black Money”. Minacciò, infine, il giornalista Giovanni Tizian che pubblicava una serie di articoli sulle indagine della ‘ndrangheta calabrese in Emilia-Romagna.  (a. a.)

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