Riconoscimento per uno studio sulla sorveglianza predittiva della fistola arterovenosa nei pazienti in emodialisi
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La Nefrologia di Crotone conquista un riconoscimento nazionale e porta la sanità calabrese al centro del confronto scientifico sull’innovazione clinica. L’Unità operativa complessa di Nefrologia e Dialisi del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio”, diretta dal dottor Giuseppe Coppolino, ha ricevuto il premio per la migliore presentazione scientifica al Congresso nazionale del Gruppo di Progetto degli Accessi Vascolari per Emodialisi, promosso dalla Società Italiana di Nefrologia.
Il riconoscimento premia uno studio pilota dedicato al monitoraggio della fistola arterovenosa, accesso vascolare fondamentale per i pazienti in trattamento emodialitico. La ricerca è stata presentata al congresso dalla dottoressa Antonietta Errante e nasce dalla collaborazione tra l’alleanza ospedaliera crotonese e i laboratori del corso di laurea in Ingegneria Biomedica dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.
Nefrologia Crotone, il progetto premiato dalla Società Italiana di Nefrologia
Al centro dello studio c’è lo sviluppo e la sperimentazione di un dispositivo tecnologico pensato per la sorveglianza predittiva della fistola arterovenosa. Si tratta di uno strumento innovativo, progettato per prevenire complicanze cliniche, migliorare la sicurezza del paziente e rendere più efficace ogni seduta di dialisi.
La fistola arterovenosa rappresenta un passaggio cruciale per chi è sottoposto a emodialisi. Monitorarne lo stato in modo tempestivo e accurato significa ridurre i rischi, intercettare eventuali criticità e garantire cure più sicure e personalizzate.
Il premio assegnato al gruppo crotonese conferma il valore di un approccio che unisce competenze cliniche, ricerca applicata e tecnologia, trasformando l’innovazione in uno strumento concreto per la qualità dell’assistenza.
La collaborazione con l’Università Magna Graecia
La ricerca nasce da una sinergia interdisciplinare tra l’ospedale di Crotone e l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Il coinvolgimento dei laboratori di Ingegneria Biomedica ha permesso di costruire un ponte tra mondo sanitario e ricerca tecnologica.
Questa collaborazione consente di sviluppare soluzioni che non restano confinate alla sperimentazione accademica, ma possono avere una ricaduta diretta sui pazienti. Il dispositivo per la sorveglianza predittiva della fistola risponde proprio a questa logica: portare l’innovazione dal laboratorio al reparto, fino al letto del paziente.
Graziano: «Anche in Calabria si fa medicina di altissimo livello»
Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell’ASP di Crotone, Antonio Graziano, che ha sottolineato il valore del riconoscimento nazionale.
«Questo premio nazionale rappresenta la prova tangibile che anche in Calabria, e in particolare a Crotone, si fa medicina di altissimo livello», dichiara Graziano. «Desidero rivolgere i miei più sinceri complimenti all’equipe della nostra UOC di Nefrologia e Dialisi per questo prestigioso traguardo, che si inserisce perfettamente nella strategia che la Direzione Aziendale sta portando avanti per contrastare l’emigrazione sanitaria, investendo con decisione in formazione, competenze, risorse umane e tecnologie».
Per il direttore generale, il premio si inserisce dentro una strategia più ampia: rafforzare la qualità dei servizi sanitari nel territorio e ridurre la necessità per i pazienti calabresi di curarsi fuori regione.
L’obiettivo: ridurre la mobilità passiva
Graziano ha indicato con chiarezza l’obiettivo dell’ASP di Crotone: contrastare la mobilità passiva e ridurre i trasferimenti sanitari che per anni hanno pesato sui pazienti e sulle famiglie calabresi.
«Il nostro obiettivo primario resta quello di frenare la mobilità passiva, azzerando quei faticosi trasferimenti che per troppi anni hanno gravato sui pazienti calabresi e sulle loro famiglie», afferma.
La prospettiva è quella di consolidare Crotone come un hub di riferimento sicuro e specializzato per l’intera area centrale della Calabria. Un presidio capace di coniugare competenze cliniche, tecnologie avanzate e percorsi di cura più vicini ai cittadini.
«Vogliamo che Crotone si consolidi come un hub di riferimento sicuro e specializzato per l’intera area centrale della Calabria, traducendo l’innovazione in un forte messaggio di efficienza, sicurezza e buona sanità a tutela dei cittadini», aggiunge Graziano.

