La consigliera regionale deposita un ordine del giorno contro le pre-intese e rilancia il coordinamento con il Mezzogiorno
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Filomena Greco (Casa Riformista)
L’autonomia differenziata torna al centro del dibattito politico regionale. Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, ha depositato un ordine del giorno per chiedere la revoca o la sospensione dell’assenso espresso dalla Regione Calabria alle pre-intese sull’autonomia differenziata in Conferenza Stato-Regioni.
Secondo Greco, il voto favorevole del presidente Roberto Occhiuto sarebbe arrivato senza un preventivo confronto con il Consiglio regionale, nonostante si tratti di una scelta destinata a incidere in modo profondo sul futuro della Calabria, sull’assetto dei servizi essenziali e sui diritti dei cittadini.
Greco: «Scelte assunte contro l’interesse dei calabresi»
La consigliera regionale contesta il metodo e il merito delle pre-intese, che riguardano il trasferimento di competenze su sanità, protezione civile e professioni a Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Il nodo, per Greco, è l’assenza di una definizione certa e uniforme dei livelli essenziali delle prestazioni, insieme alla mancanza di meccanismi perequativi capaci di tutelare le regioni che partono da condizioni di svantaggio.
«Il presidente Occhiuto ha votato a favore delle pre-intese sull’autonomia differenziata in Conferenza Stato-Regioni, senza ritenere necessario un preventivo confronto con il Consiglio regionale su una scelta destinata ad incidere profondamente sul futuro della Calabria», afferma Greco.
La consigliera richiama anche la posizione della Corte costituzionale sulla necessità di garantire unità, uguaglianza sostanziale e diritti uniformi su tutto il territorio nazionale.
Il nodo della sanità calabrese
Greco lega il tema dell’autonomia anche alla recente uscita della Calabria dal commissariamento della sanità, arrivata dopo 17 anni. Una coincidenza temporale che, secondo la consigliera, rischia di assumere un significato politico delicato.
«Viene difficile non notare come, quasi contestualmente al voto favorevole alle pre-intese, sia arrivata dopo 17 anni l’uscita dal commissariamento della sanità calabrese: una coincidenza che oggi viene presentata come un successo, ma che rischia di trasformarsi in un prezzo molto amaro per i calabresi se il Parlamento dovesse approvare definitivamente queste intese».
Per Greco, il rischio è che la Calabria possa pagare le conseguenze di queste scelte non solo nei prossimi anni, ma per intere generazioni.
L’ordine del giorno depositato il 15 maggio
L’ordine del giorno depositato il 15 maggio chiede che l’assenso della Regione venga revocato o sospeso. Il testo sollecita inoltre il coinvolgimento preventivo del Consiglio regionale in ogni futura interlocuzione istituzionale sull’autonomia differenziata.
La richiesta nasce dalla convinzione che decisioni di questa portata non possano essere assunte senza un confronto pubblico e istituzionale, perché destinate a incidere sui servizi essenziali, sui diritti sociali e sull’equilibrio tra Nord e Sud del Paese.
Greco chiede anche che la Regione promuova forme di coordinamento con le altre Regioni del Mezzogiorno, a tutela dell’uguaglianza sostanziale e della coesione territoriale nazionale.
Le mozioni su Mezzogiorno e sanità
La consigliera ricorda di aver già depositato, nel febbraio scorso, due mozioni strettamente collegate al tema dell’autonomia differenziata. La prima riguarda il rispetto dell’articolo 7-bis del decreto-legge 243/2016, che impone allo Stato di destinare al Mezzogiorno almeno il 40% della spesa ordinaria in conto capitale.
Secondo Greco, i dati dei Conti Pubblici Territoriali attesterebbero oggi questa quota al 27%, molto al di sotto della soglia prevista.
La seconda mozione riguarda il debito sanitario maturato durante il commissariamento della sanità calabrese. In questo caso, Greco chiede al presidente della Regione di attivarsi con il Governo affinché venga riconosciuta la corresponsabilità dello Stato e venga aperto un tavolo per la ripartizione degli oneri derivanti da scelte adottate da commissari di nomina governativa.
«Il Sud si difende con pari diritti e perequazione»
Greco rivendica la continuità del proprio impegno sul tema dei divari territoriali, richiamando anche l’esperienza maturata da sindaco, insieme all’ASSI – Associazione Sindaci del Sud Italia e alla Rete Recovery Sud.
«Abbiamo mantenuto con coerenza questa linea in tutti questi anni, perché siamo convinti che l’unità del Paese si difenda garantendo pari diritti, livelli essenziali delle prestazioni e adeguati strumenti perequativi: senza queste condizioni, l’autonomia differenziata amplierà ancora di più le disuguaglianze territoriali».
Il punto politico, per la consigliera, è che l’autonomia non può procedere senza garanzie reali per le aree più fragili. Senza Lep definiti, finanziati e uniformemente garantiti, il rischio è quello di trasformare differenze già profonde in distanze strutturali ancora più difficili da colmare.
Il 24 maggio agli Stati Generali del Civismo Meridionale
Il prossimo 24 maggio, Filomena Greco interverrà a San Paolo Albanese, in Basilicata, agli Stati Generali del Civismo Meridionale “I Fiori del Sud”, promossi dal Comune di San Paolo Albanese e dalla Rete Civica Meridionale.
All’incontro parteciperanno, tra gli altri, Elly Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico, Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, Enzo Maraio, segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, e Mosè Antonio Troiano, presidente della Rete Civica Meridionale e sindaco di San Paolo Albanese.
Per Greco, San Paolo Albanese rappresenta simbolicamente la condizione di molte aree interne del Mezzogiorno, segnate da spopolamento, carenza di servizi e marginalizzazione territoriale.
«Comunità che chiedono semplicemente di poter esercitare gli stessi diritti degli altri cittadini, di poter offrire ai giovani la possibilità di ritornare, restare e costruire il proprio futuro, e che le risorse già previste dalla legge arrivino realmente ai territori cui sono destinate», conclude la consigliera.

