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CUMBERTAZIONE | Il Riesame dissequestra i conti correnti dell’ingegnere Emilio Cipolla

CUMBERTAZIONE | Il Riesame dissequestra i conti correnti dell’ingegnere Emilio Cipolla

Un altro passo verso la verità. E’ la storia giudiziaria di Emilio Cipolla, ingegnere cosentino residente ad Amantea, che nei mesi scorsi è rimasto coinvolto nell’operazione “Cumbertazione”, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria contro il clan Piromalli di Gioia Tauro, nell’ambito della realizzazione di grandi opere pubbliche.

Cipolla era stato raggiunto dal decreto di fermo di indiziato di delitto, sospettato di far parte della presunta associazione mafiosa, avendo falsificato alcuni certificati. Un’accusa che il gip del tribunale di Paola, all’udienza di convalida del fermo, ha ritenuto insussistente, scarcerando Cipolla dopo qualche giorno, così come Maria Vittoria Plastina. 

Nel provvedimento emesso dal tribunale di Paola, su richiesta degli avvocati difensori Eugenio Naccarato e Giuseppe Bruno, il gip aveva evidenziato l’assoluta mancanza di elementi indiziari a carico dell’indagato che potessero giustificare il decreto di fermo, o meglio ancora la misura cautelare in carcere.

Nell’ordinanza del gip Elia, poi condivisa dal gip Distrettuale di Reggio Calabria, erano stati posti all’attenzione di chi giudica i colloqui telefoni di Emilio Cipolla con Bagalà che rientravano in un rapporto di lavoro lecito nel quale non si evidenziavano contiguità o cointeressi di natura illecita.

All’esito dell’udienza camerale del 19 aprile scorso, oggi il tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha annullato il provvedimento di sequestro preventivo dei conti correnti di Emilio Cipolla.

Tuttavia, la Dda di Reggio Calabria ha deciso di continuare a perseguire l’azione penale nei suoi confronti, chiedendone il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 19 giugno e proseguirà il 26 e 27 giugno. Data, quest’ultima, nella quale i difensori di Cipolla sperano di ottenere un proscioglimento che ripagherebbe il loro assistito, inserito in un contesto mafioso dal quale è del tutto estraneo. (a. a.)

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