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Diffamò Cordova, la Cassazione annulla la condanna del massone Antonio Perfetti

Diffamò Cordova, la Cassazione annulla la condanna del massone Antonio Perfetti

La Cassazione annulla con rinvio la condanna del Gran Maestro Aggiunto del Goi, l’avvocato Antonio Giancarlo Perfetti che era stato querelato per diffamazione a mezzo stampa dall’ex procuratore capo di Palmi, Agostino Cordova, che negli anni ’90 coordinò l’inchiesta sui presunti rapporti tra la ‘ndrangheta e la massoneria. Inchiesta naufragata in un decreto di archiviazione nonostante il tanto clamore mediatico e centinaia di perquisizioni.

Oggi la quinta sezione penale della Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dagli avvocato Enzo Belvedere e Renato Vigna, per i quali il loro assistito – che in primo grado e in Appello era stato condannato a una multa di 1000 euro – aveva diritto di criticare l’inchiesta del magistrato oggi in pensione. Motivazioni condivise dagli ermellini che per questo motivo hanno rinviato a un nuovo processo d’Appello a Catanzaro.

Perfetti aveva rilasciato un’intervista all’allora Quotidiano della Calabria. Ecco il passaggio incriminato: «Siamo stati oggetto da parte del giudice Agostino Cordova – il quale è entrato nelle nostre case senza alcun permesso, di una dettagliata, minuziosa (…) e l’inchiesta si è chiusa con un nulla di fatto con un’assoluzione e con le dichiarazioni del pm che ha affermato come lo stesso Cordova ha perseguitato gente perbene spendendo i soldi della Giustizia», disse l’avvocato del foro di Cosenza ed esponente del Goi.

Avendo diritto di criticare un’indagine finita nel peggiore dei modo per chi pensava che vi fossero chissà quali intrecci tra il mondo mafioso e le logge massoniche, la decisione della Cassazione si collega in qualche modo con le nuove indagini delle procure distrettuali calabresi che grazie ad una serie di collaboratori di giustizia stanno cercando di ricostruire determinati rapporti.

Il dato rilevante è che l’inchiesta di Cordova poteva essere criticata dall’avvocato Perfetti e bisognerà attendere ora il nuovo processo per mettere la parola fine a un processo che probabilmente continuerà a fare discutere anche nei prossimi anni. Il magistrato Cordova è difeso dall’avvocato Michele Miccoli del foro di Reggio Calabria. (Antonio Alizzi)

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