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FUOCO E FIAMME | Criminali (piromani) senza scrupoli, territorio da presidiare con l’esercito

FUOCO E FIAMME | Criminali (piromani) senza scrupoli, territorio da presidiare con l’esercito

C’è una Calabria che si interroga se sia stato giusto dare tanti soldi a Belen Rodriguez per il Festival del Peperoncino, mentre c’è un’altra Calabria che da settimane continua a bruciare nell’indifferenza generale delle istituzioni che non aprono bocca per fronteggiare una situazione che col passare dei giorni diventa sempre più drammatica.

C’è un’informazione nazionale che, come spesso accade, “dimentica” i fatti di cronaca calabresi. Quando c’è da andare sul campo e raccontare ciò che succede a distanza di chilometri cala il silenzio. E’ più importante un incendio avvenuto nel Lazio che in Calabria: vedi le cronache odierne. Se poi l’incendio in Calabria blocca per ore centinaia di automobilisti sull’A2 del Mediterraneo tutto passa nell’indifferenza generale, tranne per le cronache locali.

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Se l’incendio in Calabria, e più precisamente nei dintorni di Cosenza, mette in pericolo donne e bambini verrebbe da chiedersi sarcasticamente dove sia la notizia se morti non ce ne sono… Se l’incendio in Calabria, e sempre in provincia di Cosenza, mette ko i vigili del fuoco stremati dai lavori di spegnimento delle fiamme, verrebbe da chiedersi nuovamente dove sia la notizia se qualcuno non ci rimette la vita…

Oggi come ieri le fiamme hanno distrutto ettari di colline e montagne, minacciato tantissime abitazioni e purtroppo in alcuni casi centinaia di persone, come è successo a Luzzi, sono scappate perché le fiamme avevano raggiunto le loro case. Stessa cosa dicasi all’Unical, in contrada San Gennaro, dove le fiamme hanno costretto le forze dell’ordine ad evacuare più di 20 famiglie. Senza dimenticare Castrolibero, Mendicino e Laurignano (frazione di Dipignano, ndr), ieri e oggi avvolti dalle fiamme. Intanto la strada Paola-Cosenza, chiusa al traffico nel primo pomeriggio, in serata dovrebbe essere riaperta.

Criminali in azione ogni giorno, piromani senza scrupoli e Stato inerme. Il modo in cui vengono appiccati gli incendi fa pensare che dietro ci sia un’organizzazione ben strutturata che sa come colpire senza essere scoperti. Soggetti preparati e allenati, evidentemente, a diventare fantasmi e agire in modo indisturbato.

Siamo in guerra. Una guerra dichiarata alla natura e alle persone. Un appello alla Regione Calabria, alla Provincia di Cosenza, al Prefetto di Cosenza, alle forze dell’ordine e al Governo: il territorio deve essere presidiato dall’esercito. La gente è stanca. (Antonio Alizzi)

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