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Raganello, incoscienza o negligenza? Ma la natura (a volte) fa più male

Raganello, incoscienza o negligenza? Ma la natura (a volte) fa più male

– di Antonio Alizzi

Non sappiamo se la tragedia del Raganello poteva essere evitata, perché è difficile prevedere una bomba d’acqua in un zona specifica. Come nel caso di lunedì scorso tra Civita e San Lorenzo Bellizzi. 

Come domenica scorsa, quando a Cosenza era in corso una tempesta di acqua e vento e a pochi chilometri, ad esempio Rende e Montalto Uffugo, non scendeva neanche una goccia d’acqua. Eppure, il meteo indicava un temporale anche nelle altre zone dell’area urbana.

I soccorsi lungo il torrente Raganello (ph Alvaro)
I soccorsi lungo il torrente Raganello (ph Alvaro)

Il punto è questo: se non esiste un regolamento, e se questo regolamento non è previsto che sia applicato per accedere nelle gole del Raganello, chi doveva fermare quegli escursionisti? Il Comune di Civita? Ma sappiamo tutti, o quasi tutti, che le gole del Raganello fanno parte dell’Ente Parco, o meglio del Parco Nazionale del Pollino. Quindi, la questione non è di poco conto.

Ci sono due aspetti, inoltre, da chiarire. Il messaggio della protezione civile era stato inviato ai vari sindaci della zona il giorno prima della tragedia. È vero che era evidenziata l’allerta meteo di colore giallo, ma è pur vero che il messaggio terminava con “nessuna criticità”. 

Gli uomini del Soccorso Alpino stremati (ph Alvaro)
Gli uomini del Soccorso Alpino stremati (ph Alvaro)

L’altro aspetto, infine, riguarda i giorni precedenti, già imperversati dalle bombe d’acqua. In maniera preventiva, le forze dell’ordine presenti nel territorio, controllavano e chiedevano documenti ai gruppi di persone che avrebbero partecipato al tour nelle gole del Raganello. Il costo della “gita” era (ed è) di 35 euro, compresa la degustazione di prodotti tipici. Il negozio “Raganello Tours” offre questi servizi e, come più volte ribadito, le guide non sono autorizzate dall’Ente Parco, ma offrono la loro esperienza e conoscenza dei luoghi a titolo personale. Infatti, sono le attività private a chiamare le guide per accompagnare gli escursionisti. L’Ente Parco indica solo le modalità con le quali si devono fare le escursioni: tanto per capirci l’abbigliamento da indossare. O più in generale, cosa non si deve fare, tipo devastare la natura.

Le squadre dei soccorritori rientrano dal torrente Raganello (ph Alvaro)
Le squadre dei soccorritori rientrano dal torrente Raganello (ph Alvaro)

Se si tratti di imprudenza o incoscienza da parte di chi si è avventurato lunedì scorso o se qualcuno sia stato negligente in precedenza a non regolamentare l’accesso alle gole del Raganello, lo scopriremo più avanti. Ma la tragedia di Civita ci insegna che la natura è più forte e, a volte, fa male. Perché la storia dimostra che i territori usurpati dall’uomo, vedi i disboscamenti, sono più fragili. L’onda d’acqua alta due metri d’altezza, che ha travolto gli escursionisti, non era prevedibile. Questa è una delle tante verità.

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