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ORAGATE | Regolo: «Mi dissocio dalla richiesta del mio avvocato»

ORAGATE | Regolo: «Mi dissocio dalla richiesta del mio avvocato»

di Luciano Regolo*

Intendo precisare che alcun passo indietro ho fatto e farò nella difesa della libertà di stampa. Ho appreso a mezzo stampa che il legale che mi rappresenta a mia totale insaputa si è associato alla richiesta di assoluzione di De Rose. Una linea che ovviamente non condivido.

ORAGATE | Regolo: «Mi dissocio dalla richiesta del mio avvocato»

Le spiegazioni che lui mi ha fornito attengono al piano della dottrina giurisprudenziale e alla formulazione del capo di imputazione che sarebbe stata errata, ma tengono francamente in ben poco conto quanto i miei colleghi dell’Ora e io subimmo la notte tra il 18 e il 19 febbraio con la simulazione di un guasto alla rotativa che impedì al giornale di andare in stampa e a noi tutti di veder realizzato il frutto del nostro lavoro.

Trovo questo epilogo grottesco dopo 4 anni di lungaggini e strani rinvii, trovo grottesco che si assolva per motivi formali chi soffoca la libertà di stampa perché in 4 anni si sarebbe potuto facilmente procedere in maniera diversa.

Attendo solo le motivazioni della sentenza per fare appello e poter fare luce sull’ennesima pagina dubbia in questo processo e nelle tante cose insolite che ho notato nel Tribunale di Cosenza durante questa vicenda per me molto dolorosa.

*ex direttore de L’Ora della Calabria e attuale direttore di Famiglia Cristiana

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