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Hotel Centrale, contestata la bancarotta fraudolenta a Barile

Hotel Centrale, contestata la bancarotta fraudolenta a Barile

Nuove accuse di bancarotta fraudolenta per Mimmo Barile, imprenditore nel settore alberghiero e impegnato negli anni scorsi in politica nel centrodestra.

La procura di Cosenza nei giorni scorsi ha notificato un avviso di conclusioni delle indagini preliminari sia a Barile sia a Giovan Battista Franchino, difeso dall’avvocato Francesco Donato, perché in qualità di amministratore e legale rappresentante dal 30 ottobre 2013 al 21 luglio 2014 dell’Hotel Centrale di Cosenza avrebbe omesso di tenere i libri e le scritture contabili, nonché tutta la documentazione utile alla ricostruzione dell’affare che non venivano consegnati agli organi fallimentari. 

Le accuse della procura di Cosenza nei riguardi di Mimmo Barile

Secondo il pm Margherità Saccà, Mimmo Barile dal 14 marzo 2008 all’8 giugno del 2013 avrebbe distratto dal patrimonio della società fallita diverse somme di denaro dal conto corrente della Banca Unicredit di Cosenza. Gli assegni, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, erano stati emessi in favore di altri soggetti, tra cui un parente dello stesso indagato. 

Le somme complessive, erogate senza alcuna giustificazione causale, ammontano a 104mila e 666 euro. Barile è difeso dall’avvocato Roberto Le Pera. (a. a.)

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