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Bufera su Nicola Morra, partiti in coro: «Si dimetta dall’Antimafia»

La politica nazionale si schiera contro il presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra. Dal Pd a Forza Italia un coro unanime: «Si dimetta immediatamente».

Il deputato di Forza Italia, Maurizio D’Ettore definisce la vicenda del presidente della commissione antimafia come il “Morragate”, ma altri forzisti usano ugualmente il pugno duro contro il senatore di Cosenza. «Il “Morragate” è la fotografia più brutta – afferma D’Ettore – di come si possano politicamente deviare le istituzioni utilizzando la maschera degli incarichi anche parlamentari. Il senatore Nicola Morra, che si sarebbe trasformato in un improvvisato agente provocatore, proietta un fascio cupo sull’assetto democratico e l’equilibrio costituzionale dei poteri». E ancora:«Ancora peggio – aggiunge – perché intorno alla sua corte politica di presidente della commissione Antimafia avrebbe chiamato a raccolta i compartecipi di questa farsa: un sottufficiale della Finanza e un magistrato» riferendosi al procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini e al maresciallo Domenico Portella. «Su quest’ultima figura, il CSM dovrebbe avere un sussulto ed accertare ogni circostanza della vicenda, a garanzia e difesa di principi basilari per il nostro ordinamento giuridico quali la terzietà e l’indipendenza dei giudici».

I deputati di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto e Roberto Brunetta: «E’ inaccettabile che il senatore Nicola Morra mantenga il ruolo di presidente della Commissione Antimafia. L’episodio segnalato ieri dai colleghi Santelli, Mulè e Occhiuto, trasfuso in una interrogazione parlamentare a loro stessa firma, è chiaro sintomo della incapacità del senatore Morra di rispettare le regole del processo, di mantenere la imparzialità che deve contraddistinguerne la funzione, di allontanarsi da logiche “di territorio” in cui, pur di colpire l’avversario politico, non si esita a infrangere ogni parametro di correttezza, anche conferendo incarichi che inducono al sospetto».

Poi tocca a Maurizio Gasparri, sempre di Forza Italia: «Ma le indagini le devono fare gli organi pubblici a ciò preposti o singoli confondendo ruoli e competenze? Con un’interrogazione analoga a quella presentata alla Camera dai colleghi di Forza Italia chiedo immediate risposte alle iniziative assunte dal parlamentare grillino Morra, che si è impegnato in registrazioni, attribuzione di incarichi nella Commissione antimafia che evidenziano condotte che lasciano sbalorditi» dichiara Gasparri. L’ex An, prosegue: «Morra ha registrato affermazioni che ha poi consegnato a persone che poi ha chiamato a collaborare con lui una volta diventato presidente della commissione parlamentare antimafia. E’ un modo corretto e accettabile di agire? Erano consapevoli di essere registrate le persone che incontrava Morra? Nessuno è sottratto al rigore della legge. Nemmeno Morra».

Anche la Lega contesta il “modus operandi” di Morra. «Non sono in grado di conoscere esattamente i fatti e quindi faccio fatica a dare giudizi su ciò che deve essere accertato. Vorrei solo dire a chi riveste certi ruoli che bisogna essere molto prudenti» afferma Gianni Tonelli, segretario della commissione parlamentare antimafia. «Bisogna essere molto attenti se no si rischia di scivolare sulla stessa buccia di banana gettata per terra».

Critiche anche dal Pd

Neanche il Pd si sottrae al dibattito contro Morra. Il senatore Franco Mirabelli rincara la dose: «Tutelare il lavoro dell’Antimafia, che non può essere trasformata nella sede di un conflitto politico, tantomeno territoriale». Mirabelli crede «che questo scambio pubblico di accuse pesanti tra il presidente della commissione e il vicepresidente e altri esponenti di Forza Italia non aiuta a dare credibilità alla Commissione Antimafia e al suo lavoro».

Sulla stessa linea d’onda, infine, Teresa Bellanova, componente della commissione antimafia. «Morra riferisca in Commissione e in Aula su quanto gli viene contestato e su quanto a sua volta sta affermando nei confronti di un altro componente della Commissione. Se così non fosse, forse sarebbe il caso di azzerarla e ricostituirla. Per la delicatezza delle vicende che la Commissione tratta, anche attraverso colloqui riservati e spesso secretati che ovviamente potrebbero diventare materia sensibilissima nelle mani sbagliate, è necessario che tutti i componenti la Commissione, nessuno escluso, siano caratterizzati da profili specchiati, al di sopra di ogni ragionevole dubbio – sottolinea Bellanova – Nessuno di noi, ritengo, può neanche solo di striscio essere oggetto di vicende confuse né di gravissime accuse e sospetti, dello stesso tenore di quelle su cui apriamo indagini e verifiche».

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Redazione Cosenza Channel

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