L’Unical fa da traino per chi vuole restare in Calabria. Sono dati impressionanti quelli che emergono dall’analisi delle schede del MUR, il Ministero dell’Università e della Ricerca. Se il reddito di merito fortemente voluto dal presidente Occhiuto ha come obiettivo quello di non disperdere le immatricolazioni lontano dalla nostra regione, fra i cubi di Arcavacata la restanza decantata dall’ex docente dell’Università rendese Vito Teti è già realtà.

Stando all’analisi dei numeri diffusi dal Ministero, infatti, nell’anno accademico 2024/’25 gli studenti calabresi che hanno deciso di iscriversi all’Unical sono il 44% del totale dei nuovi immatricolati calabresi, quasi la metà. Se esiste un traino che evita la migrazione universitaria (che peraltro, negli ultimi due anni, ha perso dieci punti percentuali, con molti più giovani che hanno deciso di non spostarsi per la laurea) questo si trova decisamente fra i cubi rossi nella campagna rendese. 

Iscrizioni in aumento e voti di eccellenza

Rispetto ai dati del 2014/’15, gli immatricolati dell’Unical sono aumentati di un migliaio, sfondando abbondantemente la soglia dei quattromila e soprattutto attraendo man mano sempre più residenti da fuori regione, che negli anni accademici a cavallo fra il 2022 e il 2024 hanno superato quota 300. Una nota di merito per l’ex Rettore dell’Ateneo, Nicola Leone, che molto ha puntato sull’internazionalizzazione dell’Università. Un modello dunque non solo di restanza, ma anche di attrattiva che permette il percorso inverso, ovverosia l’arrivo di studenti stranieri e italiani da altre realtà fino in Calabria: l’esempio più interessante è quello dei liceali bergamaschi venuti ad Arcavacata per visitare il Campus e le strutture. E il percorso intrapreso dal nuovo Rettore, Gianluigi Greco, va su questa falsariga.

A questo si aggiungono anche i dati Almalaurea, particolarmente lusinghieri per l’Ateneo: il 54,4% dei laureati si dice decisamente soddisfatto del percorso svolto fra i cubi, il 70% ha alloggiato a meno di un’ora dalle aule (e in questo senso aiuta molto il Campus), il voto di laurea medio è di 102, la media voto è di 25,9. Non solo, perché i dati Almalaurea confermano anche l’importanza dell’Unical come traino della restanza: il 50,3% dei laureati nel 2024 si è diplomato alle superiori in provincia di Cosenza, il 25% in una provincia limitrofa, il 21,6% nella stessa area geografica. In conclusione, praticamente la quasi totalità dei laureati nell’Università con sede ad Arcavacata è calabrese e ha scelto scientemente di restare a studiare in Calabria. Con buona pace di una migrazione universitaria che, già in calo, continua a scendere. E senza bisogno di incentivi.