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Mamadou Coulibaly (‘99) è un obiettivo sensibile del Cosenza. Il calciatore, di proprietà dell’Udinese, non ha trovato lo spazio sperato alla Virtus Entella. Per lui, nella prima parte di stagione appena due apparizioni a fronte di aspettative di ben altra natura. I rossoblù si erano fugacemente informati sul conto del ragazzo tra luglio e agosto, salvo poi battere altre piste. I friulani trattennero il ragazzo, valutandolo positivamente, per l’intera sessione di calciomercato. A poche ore dallo stop alle trattative, poi, accettarono la destinazione Chiavari.
Mai nei radar del tecnico
Il tecnico Boscaglia non lo ha mai considerato un elemento titolare, tanto da relegarlo spesso in panchina. Anzi, talvolta è finito in tribuna esclusa dalla lista dei convocati. Questo a causa di un fastidioso infortunio di cui è venuto a capo di recente. Coulibaly ha fatto il suo esordio nel pareggio contro il Benevento, giocando appena 20’. E’ entrato al posto di Eramo agendo da interno di centrocampo. Sempre da mezzala sinistra, invece, non ha sfruttato la chance concessagli dal 1’ nella sconfitta al Bentegodi col Chievo (2-1, ndr). Sotto di due reti nel punteggio, è stato sacrificato nell’intervallo sull’altare di un cambio modulo. L’ingresso di Nizzetto, infatti, diede unu’impostazione più offensiva ai liguri.
Il sondaggio di Trinchera
Negli ultimi giorni il ds del Cosenza Stefano Trichera ha iniziato a sondare il terreno prendendo informazioni sul suo conto. Il calciatore lascerà sicuramente il club ed è a caccia di una nuova destinazione. Prima di muovere passi ufficiali con il suo agente e con l’Udinese, il direttore sportivo ha raccolto feedback da compagni di squadra attuali e passati. Coulibaly, in particolare, una stagione fa colpì tutti quanti per le sue qualità in occasione del match di ritorno col Carpi.
Le caratteristiche di Coulibaly
In una recente intervista è stato lo stesso Coulibaly a descrivere il proprio modo di giocare. «Non sono uno che si tira indietro, penso sempre ad affrontare chi è davanti a me – disse-. Se non voglio lottare, è meglio che sto a casa. Posso giocare davanti alla difesa o a fare la mezzala, non ho problemi». A lanciarlo fu uno che di calcio pare intendersene, un certo Zdenek Zeman.

