sabato,Luglio 20 2024

Terrorismo a Cosenza, si converte all’Islam: un arresto della Digos

La Digos arresta un uomo residente in provincia di Cosenza, accusato di auto-addestramento per finalità terroristiche: ecco i dettagli.

Terrorismo a Cosenza, si converte all’Islam: un arresto della Digos

La Digos di Cosenza ha arrestato stamane un uomo, accusato di auto-addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. La polizia, su disposizione del gip distrettuale di Catanzaro, ha rinvenuto e sequestrato materiale informatico concernente manuali di istruzioni sulla realizzazione di ordigni, tutorial sulla conduzione di operazioni terroristiche, documenti esplicativi sull’auto addestramento per il compimento di attentati, nonché video ed immagini cruente di esecuzioni dell’Isis, riviste ufficiali delle agenzie mediatiche dell’Isis, Al Qaeda e altri gruppi terroristici, oltre a documenti in lingua araba auto prodotti dall’indagato.

Indagine della Dda di Catanzaro

L’indagine, denominata “Miraggio”, è stata condotta dalla Digos Distrettuale di Catanzaro e di Cosenza, dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dal Servizio per il Contrasto all’Estremismo e Terrorismo Esterno della Dcpp/Ucigos, diretta e coordinata dalla Dda di Catanzaro, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, con la collaborazione del procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e del pm Graziella Viscomi.

Gli accertamenti sono iniziati in relazione alla segnalazione acquisita nell’ambito della collaborazione internazionale, sulla condivisione, su una piattaforma digitale di contenuti, in lingua araba, di propaganda del terrorismo di matrice jihadista. Approfondimenti investigativi, attività tecnico-informatiche intercettazioni telematiche hanno portato la polizia a concentrare l’attenzione sull’indagato.

Le intercettazioni telematiche hanno fatto emergere come il soggetto disponesse di numerosi account su piattaforme social (Telegram. Rocket Chat, Riot) attraverso i quali partecipava a gruppi chiusi di connotazione jihadista per accedere ai quali bisognava essere accreditati e quindi ritenuti affidabili dagli amministratori dei canali. Il quadro indiziario, secondo l’accusa, è stato confermato dalle risultanze delle intercettazioni ambientali e telefoniche oltre che dal contenuto del materiale sequestrato durante le indagini, dispositivi telefonici e informatici, memorie Usb, documenti e manoscritti.

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