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M5S, summit espulsi per nuovo gruppo

L’alternativa c’è e a breve, forse, anche il gruppo. Gli espulsi 5 Stelle lavorano alla creazione di un nuovo soggetto politico: oggi l’incontro alla Camera per gettare le basi della nuova componente che nascerà nel gruppo Misto e che, salvo sorprese, si chiamerà ‘L’alternativa c’è’. “A Montecitorio siamo più di 10”, spiega all’Adnkronos il deputato Pino Cabras: “confidiamo nella possibilità di dar vita a un gruppo in pochi giorni”. Per costituire un gruppo alla Camera servono almeno 20 persone, al Senato la gestazione potrebbe essere più lenta perché il regolamento richiede l’uso di un simbolo che si è presentato alle elezioni (si pensa a quello dell’Italia dei Valori). 

Non si tratta ancora di un partito, anche se i ribelli non escludono di andare presto dal notaio per fondare l’associazione con tanto di simbolo, ma di una “sponda parlamentare con cui intendiamo dare un aiuto modesto e paziente alla costruzione di una opposizione in Italia. Un’alternativa politica, plurale”, prosegue Cabras.  

Alessandro Di Battista, che ieri ha ufficializzato l’uscita dal M5S, sarà il punto di riferimento dei ribelli? “Ci piacerebbe che ci fosse anche Di Battista, ma non guardiamo solo a lui. Per ora Alessandro ha scelto la collocazione del libero pensatore”. Andando all’opposizione “L’alternativa c’è” farebbe compagnia a Fratelli d’Italia, unico partito finora ad aver negato il suo appoggio al governo Draghi. I ribelli M5S vogliono accelerare perché nei prossimi giorni, sottolinea Cabras, “ci sono appuntamenti importanti”. Tradotto: gli espulsi 5 Stelle puntano alle presidenze delle Commissioni di garanzia, che allo stato attuale sarebbero tutte appannaggio del partito di Giorgia Meloni. “Non solo Vigilanza Rai – ammette Cabras -, vorremmo dire qualcosa anche su Copasir e Cassa depositi e prestiti”. 

Per ora, spazio alle dichiarazioni d’intento. “Noi vogliamo essere un’alternativa credibile per dare voce a tutti gli italiani che non si sentono rappresentati da questo governo. Non solo quindi un’alternativa al M5S. Ognuno di noi porterà le proprie competenze all’interno di questo progetto e la nostra sarà un’opposizione costruttiva”, promette la deputata siciliana Maria Laura Paxia, anche lei espulsa dal Movimento per non aver votato la fiducia a Draghi.  

“Faremo una componente ma la nostra ambizione è quella di crescere. Oggi ci sarà il primo incontro. Di Battista? Questo progetto non è stato fatto guardando a lui. Il suo – prosegue la deputata parlando con l’Adnkronos – sarebbe un supporto graditissimo, se vuole dare una mano siamo contenti ma in prima linea ci siamo noi in Parlamento: dobbiamo dimostrare di saper fare opposizione”.  

“L’alternativa c’è” aspira a diventare la nuova casa dei dissidenti M5S. Presto altri grillini potrebbero lasciare il Movimento per migrare nel nuovo gruppo: “Ci sono colleghi che osservano con interesse le nostre mosse. Penso che a breve arriveranno altri parlamentari”, conclude Paxia. (di Antonio Atte) 

Fonte: AdnKronos

Domenico Bilotti

Domenico Bilotti, docente di "Diritto delle Religioni" e "Storia delle religioni" presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro. Ha svolto attività di ricerca e di studio in atenei americani ed europei. Ha pubblicato volumi e saggi in materia di laicità dello Stato, tutela dei diritti umani, garantismo penale e diritto di famiglia.

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