venerdì,Luglio 1 2022

Ospedale di Cariati, senza personale e strumentazioni a rischio i servizi esistenti. I Comitati uniti: «Pronti a nuove proteste»

La denuncia degli attivisti in lotta per la riapertura del Vittorio Cosentino: «È calato il silenzio, da quattro mesi aspettiamo la Tac e forza lavoro invece questo territorio è stato abbandonato da tutti»

Ospedale di Cariati, senza personale e strumentazioni a rischio i servizi esistenti. I Comitati uniti: «Pronti a nuove proteste»

Pronti, ancora, alla protesta. I Comitati uniti per il Vittorio Cosentino, a Cariati, non rimangono a guardare mentre – lamentano – è di nuovo calato il silenzio sull’ospedale. Promesse rimaste lettera morta per le quali gli attivisti tornano a battere il pugno sui tavoli di chi decide. Dal prossimo luglio, dicono, non sono previsti più i medici nel laboratorio analisi e nell’ambulatorio di radiologia. Gravi sarebbero anche le condizioni del personale medico nel Punto di primo intervento e nella Rsam.

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«La modifica del decreto 64 è in corso, continuano ad arrivare conferme in merito – dichiara il portavoce dei Comitati, Mimmo Formaro – e questa è sicuramente la notizia più importante. Nel frattempo però fa impressione il fatto che è calato un grande silenzio sul territorio».

Procede, dunque, l’iter per il reinserimento della struttura chiusa nel 2010 nella rete dell’emergenza-urgenza, ma dall’altra parte i cittadini di Cariati si scontrano ancora con i muri alzati tra loro e il diritto alla salute. «Quella che doveva essere una struttura pronta per l’apertura sembra essere abbandonata da tutti», denuncia Formaro. Che spiega: «Da quattro mesi si aspettano strumenti come la Tac che ancora non sono arrivati, in quattro mesi si pensava che sarebbe stato aggiunto personale a questa struttura, invece si sta lasciando tutto all’abbandono».  

Nessun passo indietro nella lotta

Rispetto, salute e sanità pubblica per il territorio: queste le richieste – quelle di sempre, ribadite ancora una volta – dei Comitati uniti per il Vittorio Cosentino. La cui lotta non si è mai fermata neanche davanti alle rassicurazioni e ai segnali di schiarita degli ultimi mesi. L’ascia di guerra, avevano sottolineato gli attivisti, si seppellisce solo a risultati ottenuti. E quei risultati mancano ancora all’appello.

D’altronde una battaglia così importante non la si può liquidare con una pacca sulla spalla, non dopo la risonanza che si è guadagnata e i risvolti positivi – seppur al momento parziali – registrati. E questo gli attivisti cariatesi lo sanno bene e lo rivendicano. «Dopo lunghi anni in cui il Distretto sanitario e l’Asp di Cosenza e commissari hanno considerato come uno zero Cariati e il suo ex ospedale – affermano –, la forza della volontà popolare ha esposto questa situazione sanitaria indegna a tutto il mondo».

Un motivo in più per non recedere di un passo sul cammino per la riconquista del diritto alla salute. «Nonostante le legittime richieste dei cittadini di questo territorio e delle istituzioni locali, riconosciute come giuste in primo luogo dalla Carta Costituzionale e poi dai parametri di legge – dicono ancora i membri dei Comitati uniti –, nonostante quella che sembra la volontà politica del commissario e presidente Occhiuto ci ritroviamo di fronte a gravi rischi per i servizi esistenti: come è possibile che in una struttura prossima all’apertura, secondo gli impegni di Occhiuto, i servizi esistenti ed essenziali anche per il futuro “programmato” vengano messi in ginocchio?».

Appello anche a politica e sindacati

«Noi vorremmo capire – sottolinea Formaro –, nel momento in cui è cambiato ancora una volta il vertice dell’Asp, che cosa si sta facendo per rendere pronta questa struttura nel momento in cui questa modifica del decreto sarà attuativa». L’appello è ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale, al Distretto sanitario ma anche allo stesso Occhiuto a intervenire in fretta per evitare la paralisi dei servizi rimasti attivi, «tutelando l’esistente e operando per rendere questa struttura pronta per diventare ospedale con la O maiuscola».

L’impegno a fare la propria parte viene chiesto anche alle forze politiche e sindacali, il cui silenzio sulla vicenda viene definito «straziante» da Formaro: «Non è possibile che gli unici a sollecitare siamo noi dei Comitati». Non è possibile, rimarcano gli attivisti cariatesi, che non si abbia la volontà di difendere quello che è un bene di una comunità intera.

In ballo, dicono, non c’è solo il diritto alla salute ma anche la dignità. «Quello che sarà di questa struttura e di questo territorio – affermano – ora interessa tutti, migliaia di donne e di uomini seguono la vicenda dell’ospedale di cui si sono occupati Roger Waters e Gino Strada. Siamo in una regione in cui ci dicono che non si riesce ad assumere personale sanitario perché non c’è personale amministrativo per istituire i bandi. Siamo nella regione in cui sui grandi temi come la sanità vige il ricatto dei privati in combutta con dirigenti statali e politica. Il territorio ha detto basta e vuole salute, sanità pubblica e dignità».

La battaglia riesplode

Dunque si resta, ancora una volta, in attesa. Ma la pazienza, stavolta, è arrivata al capolinea e l’esplosione di «nuove forme di protesta» di fronte all’assenza di atti concreti – fanno sapere da Cariati – è dietro l’angolo.

«Non sarà certo l’estate a farci dimenticare del problema», promette Formaro. Anzi. L’estate, con l’arrivo dei turisti e il rientro dei fuori sede, rappresenta per la cittadina ionica e per il comprensorio il momento in cui il bisogno di servizi come quelli sanitari si fa sentire di più per l’aumento dell’utenza. «Siamo pronti di nuovo alla battaglia – conclude il portavoce dei Comitati uniti per il Vittorio Cosentino –, stiamo attenti all’esito della modifica del decreto 64 ma non ci faremo prendere in giro né dall’Asp né dal Distretto sanitario che per anni hanno guardato altrove e non verso Cariati. Ora è il momento di guardare a questa struttura e di dare dignità a questo territorio».