Non si ferma lo sciame sismico che sta interessando la provincia di Cosenza nelle ore successive alla forte scossa registrata nella notte al largo della costa nord-occidentale della Calabria. Dopo il terremoto di magnitudo 6.1, avvertito distintamente in gran parte della regione e nel Mezzogiorno, i sismografi hanno continuato a registrare una lunga sequenza di eventi minori nell’area interna del Cosentino.

Nelle ultime ore diverse scosse sono state localizzate tra Acri, Cosenza e Panettieri. Tra gli eventi registrati figurano un terremoto di magnitudo 1.8 a 7 chilometri a sud-est di Acri, un altro di magnitudo 1.4 nei pressi di Panettieri e ulteriori movimenti tellurici tra 0.5 e 1.8 nell’area della Sila Greca e della Valle del Crati.

Attività sismica anche nell’area urbana di Cosenza, dove sono stati registrati eventi di magnitudo compresa tra 1.2 e 1.7 con epicentro a pochi chilometri dal capoluogo bruzio.

Le scosse registrate nel Cosentino rientrano in un quadro di assestamento successivo al terremoto principale avvenuto nella notte, un fenomeno frequente dopo eventi sismici di forte intensità.

La Calabria resta una delle aree a più elevata sismicità d’Italia. La storia della regione è segnata da terremoti devastanti, dal grande ciclo sismico del 1783 fino agli eventi che hanno colpito il territorio tra Otto e Novecento.