lunedì,Aprile 15 2024

Le “cantate” di Celestino Abbruzzese: «Ecco chi comanda a Cosenza»

L'ex narcotrafficante, condannato nel processo "Job Center", spiega alla Dda di Catanzaro, le dinamiche criminali cittadine, poi convogliate nella maxi indagine del 1 settembre 2022

Le “cantate” di Celestino Abbruzzese: «Ecco chi comanda a Cosenza»

Quando i fratelli di Celestino Abbruzzese, alias “Micetto“, sono venuti a conoscenza del pentimento di “Claudio“, la prima reazione è stata quella di addossare le colpe del “tradimento” alla moglie Anna Palmieri. Temevano quindi che la collaborazione con la giustizia del narcotrafficante cosentino, condannato in via definitiva nel processo “Job Center“, potesse inguaiare gli altri stretti congiunti. Timori fondati, in effetti. A distanza di un anno infatti scatta l’operazione “Testa di Serpente“. E per i fratelli Luigi, Nicola, Marco e Franco, i problemi si moltiplicano.

Nel 2019, dopo aver riempito i primi verbali, riferendo su omicidi, estorsioni (e tangenti) e usura, Celestino Abbruzzese spiega alla Dda di Catanzaro la mappa ‘ndranghetistica di Cosenza e Rende. Dichiarazioni che coinvolgono tanti personaggi di spicco della criminalità cosentina. Dinamiche che nel corso del tempo sono profondamente cambiate rispetto al passato, quando i clan italiani avevano la supremazia territoriale. Oggi gli “zingari” hanno assunto il controllo di buona parte del territorio cittadino, confrontandosi con gli italiani sulle attività illecite da svolgere ai danni di imprenditori, commercianti e assuntori di droga spesso puniti per non aver pagato la “roba“.

Arresti a Cosenza, parla Celestino Abbruzzese

«Degli italiani c’è il gruppo principale Lanzino con al vertice Francesco Patitucci, oggi sul territorio a comandare c’è Roberto Porcaro». Esordisce così Celestino Abbruzzese davanti al pm Giuseppe Cozzolino, applicato alla Dda di Catanzaro, visto che svolge le sue funzioni di pubblico ministero in procura a Cosenza. «C’è il gruppo di Gianfranco Sganga che gestisce la zona di San Vito; c’è il gruppo di Alfonsino Falbo, cognato di Marco Perna; c’è quello di Mario Renato Piromallo, per lui a Cosenza Vecchia spaccia Mario Perri, fratello di Candido che invece faceva parte del mio gruppo nel 2015», quello condannato in blocco in “Job Center“.

Il pentito prosegue: «Poi c’è il gruppo di Salvatore Ariello detto Sasà, il gruppo di Michele e Umberto Di Puppo, che spacciano nella zona di Rende, Marano e Saporito, con Francesco De Luca e Davide Aiello, quest’ultimo gestisce la zona di Arcavacata; il gruppo di Mario Gatto, del quale fa parte anche Fabrizio Provenzano; Pasquale Bruni fa parte del “Sistema”, ma come Walter Filice oggi si rifornisce da Gianfranco Sganga» e inoltre parla dei riferenti cosentini del gruppo della Montagna, quelli “dei Chirillo“, la cui base operativa sarebbe a Cosenza Vecchia, in una piazzetta, dove spaccerebbero «erba e fumo, loro trattano anche cocaina; Marco Paura da loro nel 2014-2015, prima del nostro arresto, aveva acquistato sia l’erba che la cocaina per la nostra organizzazione» e Celestino Abbruzzese dice di essere intervenuto, com’è avvenuto per un suo parente, per saldare il debito di Marco Paura, dal valore di 2mila euro.

Arresti a Cosenza, i contrasti tra gli italiani (raccontati da Celestino Abbruzzese)

«Salvatore Ariello appartiene al gruppo degli italiani, nello specifico sta vicino a Mario Gatto e di conseguenza al gruppo Lanzino. Mario Gatto è una persona ben vista, non ha un suo gruppo ma gestiva la zona di Rende. Ora che è in galera Gatto, provvede alle mogli dei detenuti Salvatore Ariello. Da quando fa questo però Ariello ha avuto problemi con Roberto Porcaro che ha fatto picchiare Antonio Illuminato e gli ha fatto bruciare anche la macchina, vicino ad Ariello, e per ritorsione Ariello ha fatto sparare la saracinesca di un parrucchiere di nome Catanzaro (nel corso del presente verbale spontaneamente precisa di nome Alessandro), compare di Roberto Porcaro».

Celestino Abbruzzese parla anche dei suoi familiari. «Con i miei fratelli ha avuto buoni rapporti» riferendosi a Porcaro, lui si è occupato di cocaina, erba e fumo. Ariello non compra dai miei fratelli ma comprano dallo stesso fornitore, dal “Sistema” Roberto Porcaro. I miei fratelli mi confermavano che la cocaina loro la prendevano da Porcaro come Ariello».

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