venerdì,Giugno 14 2024

Antoniozzi (FdI): «A Rende il civismo è sepolto e nessuno dice niente sullo scioglimento»

Il deputato attacca il Pd («ha responsabilità politiche con Manna») e usa parole al miele nei confronti della Federazione Riformista di Sandro Principe

Antoniozzi (FdI):  «A Rende il civismo è sepolto e nessuno dice niente sullo scioglimento»

«Mi pare che, al netto di Fratelli d’Italia e della Federazione Riformista, i partiti politici non abbiano detto nulla sullo scioglimento per mafia del comune di quella città che era considerata la città più importante della Calabria, Rende». Lo afferma l’onorevole Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di FdI alla Camera.

«Forse è anche normale – dice Antoniozzi – perché tranne Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle tutti gli altri partiti hanno partecipato alla gestione amministrativa di Rende ma evitare di fare un’analisi è stato ed è un grave errore. Lo è per quanti vogliono la città unica, sulla quale ovviamente sono d’accordo, e per quanti pensano che intervenire politicamente su un fatto cosi rilevante significhi dare ragione ai pubblici ministeri: un errore strategico, poiché il giudizio politico deve essere nettamente separato da quello giudiziario».

«Rende è stata una grande città – dice Antoniozzi – grazie soprattutto alla famiglia Principe, che politicamente è lontana da me: Cecchino è stato un grandissimo politico e lo è anche Sandro, amministratore di alto livello e portatore di una cultura riformista della quale l’Italia sente la mancanza. Vedo che l’Unical cresce grazie a una lunga lungimiranza e questo mi rallegra, ma è triste pensare che il comune sia stato sciolto per un gravissimo motivo».

«C’è un dato oggettivo che è l’assenza di personale politico attrezzato – prosegue Antoniozzi – un pò dappertutto e c’è una prudenza che invece nasconde una pruderia o, nel migliore dei casi, l’incapacità di leggere con spirito critico i risultati di un’azione amministrativa, quella a guida Manna, che io giudico negativamente sempre e solo sul piano politico e mai su quello giudiziario. Mi pare che si noti il silenzio del Pd che ha avuto responsabilità politiche in questa esperienza amministrativa che ha visto addirittura coinvolti esponenti della sinistra radicale e reduci di Potere Operaio: francamente una marmellata senza senso che non avrebbe potuto reggere sul piano politico».

«Se vogliamo realizzare una grande città unica – dice Antoniozzi- non possiamo rimuovere il fatto che il comune di Rende resterà sospeso almeno sino a dicembre del 2024, con la possibilità di procrastinare il commissariamento sino al giugno 2025 e per una motivazione che, pur nell’assoluta giustezza di motivazioni mai impugnate da nessuno, è una ferita  per la comunità rendese. Non siamo professionisti dell’antimafia e io che pure siedo in commissione antimafia non faccio politica con le inchieste giudiziarie».

«Come esponente del centrodestra – conclude Antoniozzi – sono disponibile a un confronto con tutti e mi auguro che la mia coalizione, in previsione della città unica, sappia mettere in gioco una compagine politica: su questo noi di FdI non transigeremo, perché il civismo è stato sepolto e Rende ne è una testimonianza concreta».

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