A tre anni dal crollo del viadotto Ortiano 2, il gruppo consiliare di opposizione “Per la Rinascita di Longobucco” torna a denunciare con forza una situazione che definisce «non un anniversario come gli altri», ma «il triste compleanno di un vuoto che squarcia il nostro territorio».

Era il 3 maggio 2023 quando, nel territorio di Longobucco, «il viadotto Ortiano 2 veniva giù, e con lui cadevano le speranze e la sicurezza dei cittadini». Da allora, sottolinea il gruppo, sono passati «1.095 giorni fatti di “passerelle politiche», promesse disattese e decisioni calate dall’alto.

Nel documento si parla apertamente di «tre anni di isolamento» e di una lunga sequenza di rinvii sintetizzati nelle parole «vedremo», «faremo», «sentiremo». Particolarmente contestata è la recente posizione emersa in Prefettura, dove sarebbe stato espresso un “No” alla bretella civile, giustificato - secondo l’opposizione - con «l’idea assurda che un percorso alternativo precario sia ‘adeguato’».

Dure anche le critiche all’amministrazione comunale e al sindaco Giovanni Pirillo, accusati di aver «preferito tacere», di aver agito come «ufficio stampa di Anas» e di aver «disertato l’aula consiliare», arrivando persino - si legge - a «tentare di zittire i cittadini in Consiglio, piuttosto che pretendere con i pugni sul tavolo la fine di questo calvario».

Nel frattempo, evidenzia il gruppo, la magistratura starebbe seguendo un percorso ben diverso. «Il crollo non è stato una ‘fatalità’», si legge nella nota, ma «un evento che ha messo a nudo falle enormi nella gestione dell’opera». Per questo motivo «progettisti e dirigenti Anas devono rispondere in tribunale delle loro responsabilità».

A ciò si aggiunge il fronte contabile: «La Corte dei Conti ha presentato il conto, contestando un danno erariale di quasi 5 milioni di euro. Soldi pubblici, soldi nostri, che secondo i magistrati contabili sono stati sprecati in un’opera venuta giù come un castello di carte».

Da qui l’interrogativo politico posto dall’opposizione: «Com’è possibile che, di fronte a un danno erariale di tale portata e a processi penali in corso, l’Amministrazione Comunale si presenti in Prefettura per dire che la viabilità alternativa è adeguata?». Secondo il gruppo, invece di «farsi parte civile e pretendere risarcimenti e soluzioni immediate», il sindaco avrebbe scelto di «assecondare i “No” di Anas sulla bretella civile».

Guardando al futuro, l’orizzonte indicato è il 31 luglio, ma anche su questo emergono forti dubbi: «Ci dicono che mancano “solo” pochi mesi. Ma come si può avere fiducia in chi ha permesso che passassero tre anni prima di vedere una luce in fondo al tunnel?».

Non mancano poi ulteriori preoccupazioni sulla progettazione infrastrutturale, con riferimento al «quinto lotto verso contrada Foresta», che secondo il gruppo sarebbe stato «svenduto in cambio del rifacimento della SS 531».

La presa di posizione si chiude con una richiesta netta: «Vogliamo sapere chi pagherà per questi tre anni di fango, chi risarcirà Longobucco per i 5 milioni di euro contestati e quando la Sila-Mare smetterà di essere un cantiere infinito». Per l’opposizione, «la nostra non è solo memoria, è sete di giustizia. Longobucco merita rispetto. Longobucco merita la sua strada».