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Non sono bastati 39 anni per sfatare un tabù, sempre più maledetto dalle parti del Marulla. Cosenza-Catanzaro termina 0-2 e i Lupi non spezzano l’incantesimo che va avanti dal 1985, da quando batterono i giallorossi con un gol di Aita. A parte la prosopopea sulla vittoria dello sport, sui 20mila spettatori sugli spalti e sulle magnifiche coreografie proposte, l’unica cosa che contava davvero per i tifosi rossoblù era vincere. Nient’altro.
Tutino e compagni, pur riconoscendo loro impegno e abnegazione, non sono riusciti a vendicare i due ceffoni incassati all’andata e tutti i derby all’ombra della Sila che nel tempo sono finiti con il segno “X”. Questo non ha fatto eccezione, anzi è andata come peggio non poteva. Vale a dire con il gol di Iemmello davanti al settore ospiti, con il ko di Tutino e con il rosso a Venturi. Insomma: buio pesto.
Tutino si fa male, Iemmello fa gol
Una sorpresa per parte alla lettura delle formazioni. Caserta propone il consueto 4-2-3-1 ma rinuncia ai muscoli di Zuccon preferendo l’estro di Calò, posizionato in mediana con Praszelik. Tutino è supportato da Marras, Antonucci e Mazzocchi. Soltanto che l’idolo dei tifosi di casa si fa male subito calciando addosso a Fulignati e dopo 10’ entra Forte: risulterà impalpabile. Vivarini invece alza ancora di più il baricentro con D’Andrea e Vandeputte esterni alti a rifornire di cross Ambrosino e Iemmello. In difesa recupera Brighenti: gioca in coppia con Scognamillo.
Cosenza pericoloso al 23’. Marras trova spazio sulla destra e crossa, Forte spizzica e Mazzocchi si ritrova sul sinistro la palla del vantaggio che però spedisce in curva. Gol sbagliato, gol subito: la legge del calcio non sbaglia mai. Al 32’, inesorabile, Iemmello fa esplodere il settore ospiti. Il centravanti ospiti riceve indisturbato a centro area da Situm e fulmina Micai correndo verso il settore ospiti che lo acclama.
Il Cosenza sbatte sul palo
La rete è una mazzata per i padroni di casa, che dal momento del cambio di Tutino in poi hanno patito particolarmente la perdita del loro leader. Petriccione e Pompetti dettano i ritmi e nella zona del campo e il fraseggio risulta lineare, i Lupi cercano di sfruttare i calci franchi. Su uno di questi Fulignati è super ancora su Mazzocchi. Nella ripresa Antonucci sprinta su Situm, entra in area e centra il palo con un tocco. Marras fallisce il tap-in da due passi. Il Cosenza attacca a testa bassa, ma in modo disordinato. Fabbri non convalida un gol di Calò, il Catanzaro si difende ordinatamente correndo qualche rischio e riparte.
Le Aquile raddoppiano
Iemmello esaurisce le energie al 28’ e lascia il posto a Biasci, mentre Caserta aspetta a cambiare finché i suoi piani non vanno a carte quarantotto. Il 32’, come nel primo tempo, è il minuto cruciale. Ambrosino salta Venturi già ammonito e il fallo non può che implicare l’espulsione. Il derby finisce in quel preciso momento. Il finale è a tinte giallorosse con il migliaio di tifosi a festeggiare il raddoppio di Biasci sui titoli di coda su assist di Ambrosino. L’attaccante trova anche il tempo di farsi parare un rigore da Micai, ma è un dettaglio a corredo del match.

