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Autonomia differenziata, Occhiuto: «I deputati calabresi di FI non l’hanno votata». Le reazioni

Forza Italia in Calabria decide di non votare il DDL Calderoli sull'autonomia differenziata, sollevando critiche per il metodo di approvazione. Roberto Occhiuto della Calabria esprime preoccupazioni

Autonomia differenziata, Occhiuto: «I deputati calabresi di FI non l’hanno votata». Le reazioni

Il disegno di legge sull’autonomia differenziata, proposto e ora modificato in Parlamento, ha suscitato un dibattito acceso, soprattutto tra i rappresentanti di Forza Italia in Calabria. Questa settimana, durante la votazione in Camera, alcuni deputati calabresi del partito, tra cui Francesco Cannizzaro, Giuseppe Mangialavori e Giovanni Arruzzolo, hanno scelto di astenersi, esprimendo così la loro opposizione al provvedimento.

Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, ha dichiarato che questa decisione è stata motivata dalle preoccupazioni riguardanti le implicazioni elettorali e le reazioni delle regioni interessate. «Comprendo le ragioni dei deputati calabresi di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, Giuseppe Mangialavori e Giovanni Arruzzolo, che hanno deciso di non votare questa legge. È stata una loro scelta, che ho condiviso. Temo che il centrodestra nazionale abbia commesso un errore, del quale presto se ne renderà conto».

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«Tappe forzate per l’Autonomia differenziata»

«Il testo – sottolinea – del disegno di legge sull’autonomia differenziata approvato dalla Camera è certamente migliorato – grazie soprattutto al lavoro dei ministri di Forza Italia e del segretario nazionale, Antonio Tajani – rispetto a quello proposto mesi fa dal ministro Calderoli. Per le materie più importanti non si potranno ratificare intese tra Stato e Regioni senza prima aver quantificato e finanziato i livelli essenziali delle prestazioni. Ma proprio per questa ragione è poco comprensibile il metodo usato per votare a tappe forzate, rifiutando possibili ulteriori migliorie, questo provvedimento: così facendo il ddl è sembrato una bandierina di una singola forza politica, in un clima che ha rappresentato questa norma come divisiva in Parlamento e nel Paese. Non so se i minimi vantaggi elettorali che il centrodestra avrà al Nord, dove presumibilmente i cittadini prima dell’autonomia avrebbero preferito avere meno tasse e meno burocrazia, compenseranno la contrarietà e le preoccupazioni che gli elettori di centrodestra hanno al Sud», conclude Occhiuto.

Vittoria Baldino (M5S): «Hanno tradito la Calabria»

«Non abbiamo sentito una parola dalla maggioranza una parola a difesa delle autonomie dopo intervento di Calderoli. Non hanno ben in mente ciò che stanno facendo, e non lo hanno nemmeno quei presidenti di regione come Occhiuto che si affrettano a sconfessare questa riforma. Ma non era proprio Occhiuto ad approvare il ddl in conferenza Stato Regioni e che la definiva una straordinaria opportunità per il sud?» così la vicepresidente del gruppo M5S alla Camera, Vittoria Baldino. «Dov’era Occhiuto quando il governo Meloni prosciugava il fondo di perequazione da 4,5 miliardi a 800 milioni? Quando l’altro Occhiuto dichiarò il voto favorevole in Senato a questa riforma, dove era suo fratello? La Calabria e il Sud non vogliono questa riforma. Occhiuto faccia il suo lavoro di rappresentante delle istituzioni: la politica si fa non con le interviste ma nelle sedi opportune. I calabresi gli chiedevano di non approvare riforma e lui li ha traditi».

Cugliari (Cna): «Una vergogna»

«Quanto accaduto questa notte alla Camera è vergognoso. La Calabria è stata svenduta per logiche partitiche! Rivolgo un appello a tutte le forze sociali, sindacali e ai cittadini affinché si alzi il livello della protesta con una grande mobilitazione a Roma che nasca da un coordinamento tra le regioni del Sud».

Lo afferma il presidente di Cna Calabria Giovanni Cugliari che definisce «gravissima l’approvazione dell’Autonomia differenziata. Sono stati ignorati tutti gli appelli, anche quello Cei e Cec».

«Mi rivolgo – aggiunge – a tutti i parlamentari calabresi, ai leader della maggioranza calabrese in parlamento, in particolare all’onorevole Cannizzaro e al Sottosegretario Ferro, che hanno applicato una logica di partito e hanno disatteso le indicazioni di Occhiuto, affinché ci spieghino quali saranno i benefici per la nostra terra. Non si tratta di un braccio di ferro tra Nord e Sud, ma di adoperarsi per il bene dell’Italia intera».

«La Calabria in particolare – spiega il presidente – sarà tra le regioni del Sud, quella che ne pagherà maggiormente le conseguenze in quanto ha un tasso di natalità giovanile più basso, una popolazione anziana importante che necessità di servizi e welfare già ora ridotti al lumicino. Al Sud i bambini non hanno asili nido, mense scolastiche, palestre, scuole a tempo pieno, biblioteche, aree verdi e il Pnrr non riuscirà a ridurre le gravi disuguaglianze con le regioni del Nord. Ma anche il sistema produttivo delle imprese ne risentirà pesantemente e i territori si andranno ad impoverire portando ad una lenta agonia e allo spopolamento. Non possiamo – conclude – permettere tutto ciò. È ora di serrare le fila, di unire le forze e il Sud e di farci sentire in maniera importante».

Franz Caruso: «Danno fatto, ora tocca reagire»

«Il danno è stato fatto ed ora è necessario reagire. L’autonomia differenziata è oggi una tragica realtà con cui il Mezzogiorno d’Italia dovrà fare i conti per contrastarne gli effetti negativi. Ma dovremo saper stare insieme ed uniti». Lo afferma il sindaco di Cosenza Franz Caruso che sin dalla prima ora ha contrastato con determinazione e forza lo sciagurato disegno di Legge del leghista Calderoli che divide il Paese in 20 piccole Repubblichette e che avrà ricadute nefaste nelle Regioni meridionali, già in forte affanno e con enormi disagi economici e strutturali per lo storico divario esistente tra Nord e Sud, e che «piegherà il Paese smorzandone ogni prospettiva di crescita e competitività europea ed internazionale”.

«Si frantuma l’Italia – incalza Franz Caruso – si calpestano i dettami  di solidarietà politica, economica e sociale decantati nella nostra Carta Costituzionale, sferrando un durissimo colpo ai Comuni ed al Mezzogiorno che deve saper ora rispondere con fermezza a quello che ritengo un vero e proprio attentato ad ogni sua ipotesi di sviluppo. Per la classe dirigente del Sud è l’ora della responsabilità, contingibile ed urgente, a difesa del suo vasto territorio, dell’intera popolazione meridionale e dell’Italia stessa che non ha possibilità di progredire  e di competere in Europa, se la si divide, parcellizzandone  le forze. È arrivata l’ora che il Mezzogiorno si federi, si aggreghi e trovi la forza e le ragioni di stare insieme per arginare la deriva a cui ci sta portando un centrodestra lontano dai bisogni degli italiani e che insegue solo il consolidamento di un potere personale e partitico/ideologico. Tant’è che in cambio della divisione dell’Italia si concede ampio potere alla Meloni. Non a caso, infatti, nel mentre si approva in via definitiva in Parlamento l’autonomia differenziata, in Senato passa il premierato di Giorgia che rappresenterà, ahinoi, un freno alla democrazia ed alla libertà. In questa prospettiva è necessario che il Mezzogiorno faccia ‘sistema’, ritrovando le ragioni di una battaglia comune in favore dei nostri territori per divenire motore dello sviluppo dell’economia nazionale rendendo il nostro Sud moderno ed attrattivo».

 «Il Mezzogiorno, unito – conclude il sindaco Franz Caruso –  può e deve candidarsi a guidare i processi di cambiamento del Paese, rinverdendo una storia che ha visto noi meridionali sempre protagonisti».

Nicola Irto: «Occhiuto è ingiustificabile»

«Sull’autonomia differenziata Roberto Occhiuto è politicamente ambiguo e dunque ingiustificabile, perché il senatore Mario Occhiuto, del suo stesso partito, ne aveva già votato il testo al Senato e ora il presidente della Regione parla, senza alcun imbarazzo, di errore del centrodestra nazionale rispetto alla recente approvazione del provvedimento alla Camera». Lo afferma, in una nota, il senatore Nicola Irto, segretario del Partito democratico della Calabria, che poi commenta: «La bramosia di potere all’interno di Forza Italia crea cortocircuiti comunicativi imbarazzanti, ma oggi è impossibile ingannare i cittadini. Noi continueremo a lottare – prosegue il senatore dem – per impedire questa torsione autoritaria a opera del centrodestra e per difendere l’unità dell’Italia e i princìpi costituzionali di eguaglianza e libertà».  Con l’autonomia differenziata e con il premierato, che ieri è passato a Palazzo Madama, «il centrodestra – ha scritto Irto sulla propria pagina Facebook – vuole spaccare il Paese e governare a Roma senza limiti e controlli, mettendo da parte il Parlamento, il presidente della Repubblica e i necessari equilibri costituzionali tra i poteri dello Stato». «È ormai chiaro – ha poi precisato sul social il senatore dem – il baratto tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Avevamo scritto e detto tanto a questo proposito, sia al Senato che nelle piazze. Avevo denunciato a chiare lettere gli scopi di potere che si nascondevano dietro a questo patto politico, riprovevole, a danno dell’unità nazionale, della democrazia, della Costituzione e del Mezzogiorno».

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