La prospettiva della riconsegna dell’Oasi di Cozzo del Pesco, nella Sila Greca, viene accolta con favore dal WWF Calabria Citra, ma riapre contemporaneamente il dossier sulla salute dei suoi castagni monumentali.

Dopo i ritardi accumulati rispetto ai tempi inizialmente previsti, l’associazione ambientalista considera positivo lo sblocco dell’area, ma chiede che il ritorno alla piena fruibilità non avvenga senza aver chiarito prima quali interventi siano stati programmati per la tutela dei grandi castagni, considerati veri e propri “patriarchi vegetali” del territorio.

Il nodo della sicurezza degli alberi

La domanda centrale posta dal WWF riguarda proprio la possibilità di procedere alla riconsegna dell’Oasi senza aver previsto, almeno secondo quanto finora reso pubblico, interventi specialistici sugli alberi.

L’associazione chiede quindi di sapere se tali opere siano effettivamente assenti oppure se facciano parte degli accordi ma non siano ancora state comunicate.

Secondo le valutazioni richiamate dal WWF, le criticità riguarderebbero soprattutto tre aspetti: stress fisiologico, stabilità biomeccanica ed esposizione degli apparati radicali.

I periodi di siccità avrebbero inciso sulle condizioni vegetative, mentre carie interne, branche sbilanciate e l’azione di vento e neve potrebbero aumentare il rischio di cedimenti. Il dissesto del versante avrebbe inoltre lasciato scoperte alcune porzioni radicali, rendendo opportune, secondo l’associazione, opere di stabilizzazione attraverso tecniche di ingegneria naturalistica.

Le richieste a Calabria Verde

Il WWF Calabria Citra pone quindi una serie di quesiti a Calabria Verde.

Il primo riguarda lo stato effettivo dei lavori al 19 settembre, con la richiesta di una relazione dettagliata sugli interventi già eseguiti, compresa l’eventuale rimozione del seccume e delle specie aliene.

Il secondo punto interessa invece le attività specialistiche: il WWF vuole sapere se siano previsti interventi selvicolturali e fitosanitari e misure specifiche per proteggere gli apparati radicali oppure se queste opere siano rimaste fuori dal progetto.

Un ulteriore chiarimento viene chiesto sul cronoprogramma definitivo per la riapertura al pubblico, con l’indicazione delle attività ancora da completare e dei tempi previsti per la piena fruibilità dell’area.

Infine, l’associazione sollecita trasparenza sui contenuti complessivi dell’accordo di riconsegna e sulle misure che dovrebbero garantire la conservazione dei castagni monumentali.

«La riconsegna non faccia passare in secondo piano la salute degli alberi»

«Se da un lato accogliamo con favore la fine di una lunga attesa dovuta ai ritardi accumulati, dall’altro non possiamo accettare che la riconsegna diventi un espediente per ignorare la salute dei castagni», afferma il WWF Calabria Citra.

L’associazione ribadisce di non voler impostare una polemica pregiudiziale, ma di chiedere garanzie tecniche e trasparenza.

«Parliamo di esseri viventi unici, simboli della nostra identità territoriale. La nostra non è una polemica preconcetta, ma una richiesta di responsabilità».

Il WWF conferma inoltre la propria disponibilità a collaborare con Calabria Verde mettendo a disposizione competenze scientifiche per l’analisi dei dati forestali.

La richiesta: riaprire presto, ma senza scorciatoie

L’obiettivo dichiarato non è rallentare la restituzione dell’Oasi, bensì evitare che la necessità di riaprirla rapidamente prevalga sulle esigenze di tutela.

«La restituzione dell’Oasi deve avvenire al più presto – conclude l’associazione – ma nella massima sicurezza biologica e strutturale dei nostri patriarchi vegetali».

Il punto, dunque, non è soltanto quando Cozzo del Pesco tornerà pienamente accessibile, ma in quali condizioni verrà riconsegnato e con quali garanzie per la conservazione degli alberi che ne rappresentano il patrimonio più prezioso.