Contenitori, stoviglie, bicchieri e cannucce usa e getta potrebbero essere banditi dagli uffici della Regione Calabria, dagli enti collegati e dalle manifestazioni sostenute con risorse pubbliche. È quanto prevede la proposta di legge depositata dal consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi.

Il testo punta a ridurre l’impiego quotidiano della plastica monouso all’interno delle sedi istituzionali, coinvolgendo anche gli enti strumentali e le aziende sottoposte alla vigilanza regionale.

«In un mondo invaso dalla plastica, il modo migliore per avere rispetto della nostra “casa comune” è provare in ogni modo a eliminarla dal quotidiano usa e getta», dichiara Laghi.

Il divieto anche per distributori automatici ed eventi

La proposta estende il divieto ai prodotti distribuiti attraverso le macchine automatiche presenti negli uffici. La stessa regola dovrebbe essere applicata alle fiere e alle manifestazioni organizzate o finanziate, anche soltanto parzialmente, dalla Regione Calabria.

«Chi chiede ai cittadini comportamenti responsabili ha il dovere di adottarli per primo», sottolinea il consigliere regionale.

La misura mira quindi a rendere le strutture pubbliche un modello di comportamento, riducendo a monte la quantità di prodotti destinati a diventare rifiuti dopo un solo utilizzo.

Laghi richiama i dati sul riciclo

Nella presentazione della proposta, Laghi richiama anche il problema della ridotta quota di plastica riciclata a livello mondiale e dell’impatto della produzione sulle emissioni.

«I numeri raccontano una realtà ormai insostenibile», afferma. «Della plastica, a livello globale, se ne ricicla appena il nove per cento, mentre la sua produzione, che dipende dai combustibili fossili, pesa per circa il quattro per cento delle emissioni globali di gas serra».

Il consigliere evidenzia inoltre gli effetti provocati dalla dispersione dei rifiuti nell’ambiente. Calore, umidità e raggi ultravioletti favoriscono la frammentazione della plastica, mentre piogge, alluvioni e incendi contribuiscono a trasportarne i residui nei mari, nel terreno e nell’aria.

I rischi legati a microplastiche e sostanze chimiche

Nel suo intervento, Laghi richiama anche la diffusione di microplastiche, nanoplastiche e sostanze chimiche associate nell’organismo umano.

«Una zavorra che ci portiamo dietro», la definisce il consigliere, sottolineando il possibile impatto sulla salute e la presenza di sostanze considerate cancerogene o interferenti endocrini.

A questo quadro si aggiungono, secondo Laghi, le difficoltà della filiera del riciclo, con centri di raccolta e selezione sottoposti a una pressione crescente e un rischio di incendi che aumenta durante la stagione estiva.

«Ogni oggetto usa e getta che non entra in un ufficio pubblico è un problema in meno lungo tutta la catena», osserva.

Materiali riutilizzabili premiati nelle gare pubbliche

La proposta di legge interviene anche sulle procedure di affidamento della Regione. L’utilizzo di prodotti e materiali riutilizzabili dovrebbe diventare un elemento premiante nelle gare pubbliche, affiancandosi ai criteri ambientali minimi già previsti.

L’obiettivo è orientare le imprese verso soluzioni più durevoli e ridurre progressivamente il ricorso ai prodotti usa e getta nelle forniture destinate agli uffici e agli enti regionali.

Secondo il proponente, le misure potranno essere applicate utilizzando personale e risorse già disponibili, senza ulteriori costi per il bilancio regionale.

La richiesta alla Commissione regionale

Il testo dovrà ora iniziare il proprio percorso istituzionale. Laghi ha chiesto alla Commissione competente di calendarizzarne rapidamente l’esame e ha rivolto un appello ai consiglieri di tutti i gruppi politici.

«Sul terreno della tutela della salute e della salvaguardia dell’ambiente le appartenenze politiche contano poco», conclude Ferdinando Laghi.