«Ho nuovamente presentato in Consiglio regionale la proposta di legge per l'istituzione della "Riserva naturale regionale Fascia pedemontana - Lande parasteppiche di Castrovillari". Proposta che dopo essere stata approvata – all’unanimità – dalla Commissione di merito, nella precedente legislatura, era stata “bloccata”, per circa un anno e mezzo, nel suo iter naturale, a poche settimane dall’approvazione definitiva in aula di Consiglio». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, nell’illustrare la sua proposta di legge appena presentata.

«Alle iniziali motivazioni che avevano portato alla prima proposta, oggi se ne aggiunge un’altra, importantissima: la riserva naturale, come i fatti hanno purtroppo dimostrato, è l’unico strumento che possa bloccare lo scempio paesaggistico e ambientale a cui stiamo assistendo, cioè quello dell’invasione di un mare di pannelli fotovoltaici. Trentaquattro ettari già perduti, oltre sessanta in via di assegnazione, quasi altri trecento a rischio! Rimangono invece, seppur penalizzati, tutti quegli elementi che avevano suggerito la presentazione della proposta. Cioè la tutela di un territorio di eccezionale valore naturalistico e paesaggistico, situato ai piedi del Monte Pollino, che rappresenta uno dei siti più importanti dell’intera Italia meridionale. Ma anche la possibilità di bonificare alcune aree che mettono a rischio la salute dei cittadini e sviluppare tutte quelle attività – turistiche, di studio, ricreative, imprenditoriali – da cui l’intera Comunità trarrebbe grande vantaggio».

«Bisogna fare in fretta, però – continua Laghi – ogni giorno che passa fa aumentare le possibilità che ulteriori, grandi aree si aggiungano a quella già aggredita dai pannelli solari. Che, tra l’altro, non hanno portato, né porteranno, nulla di positivo alla cittadinanza: né occupazione, né riduzioni di tariffe elettriche, mentre direttamente collegati alla istituzione delle riserve naturali, ci sono importantissimi finanziamenti regionali ed europei. Con buona pace di chi sosteneva di essere “contro la Riserva e contro i pannelli!”. Il risultato è sotto gli occhi – e le orecchie – di tutti. È stata bloccata la riserva, lasciando invece via libera alla devastazione di un intero territorio. Adesso vedremo se, rispetto alla nuova proposta, modificata e con una estensione sensibilmente ridotta – per eliminare ogni possibile strumentale critica – l’interesse di una intera comunità avrà la meglio, seppur con colpevole ritardo, oppure se a prevalere saranno interessi affaristico-clientelari».

«L'istituzione della Riserva – conclude il consigliere regionale e segretario questore – è una scelta di campo: significa utilizzare la "qualità ambientale" come volano economico, promuovendo filiere produttive locali d'eccellenza e un'accoglienza turistica consapevole e di qualità, come già accaduto per diverse altre riserve naturali della nostra regione. Un’opportunità di sviluppo che non possiamo permetterci di perdere, in linea con le più avanzate strategie europee sulla biodiversità».