Il Mediterraneo brucia e il dissesto idrogeologico è uno tra i più devastanti fenomeni connessi. Grazie al progetto Pnrr Tech4You è stato sviluppato uno strumento digitale in grado di prevenire il rischio idrogeologico in una delle regioni più fragili d'Italia. Da questa ricerca è nata una startup tutta calabrese
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Secondo il Rapporto ISPRA 2024, la superficie nazionale a rischio frana è aumentata del 15%, tra il 2021 e il 2024, arrivando a oltre 69.000 chilometri quadrati, pari al 23% del territorio nazionale. Il cambiamento climatico accelera questo processo: le piogge sono sempre più intense, concentrate e difficilmente prevedibili. Nello stesso Rapporto ISPRA si sottolinea che bisogna cambiare approccio, passando da una gestione delle emergenze alla prevenzione strutturale, rafforzare il monitoraggio, digitalizzare i dati ambientali, migliorare la capacità degli enti locali di programmare gli interventi. A livello nazionale, i finanziamenti per la prevenzione negli ultimi dieci anni ammontano a 10,5 miliardi di euro, a fronte di 19 miliardi di danni nello stesso periodo.
In Calabria circa il 70% dei Comuni presenta aree classificate a pericolosità geo-idrologica elevata o molto elevata. Dal 2013 al 2020 frane, alluvioni, mareggiate e siccità hanno causato circa un miliardo di euro di danni: da qui nasce l’esigenza di una reale e strutturale attività di prevenzione del rischio sul territorio e di un aumento della resilienza dei suoi abitanti a cui occorre dare una risposta concreta. Tra il 2022 e il 2025, la Regione Calabria ha investito circa 159 milioni di euro nel contrasto al dissesto idrogeologico, con 159 cantieri aperti. Un impegno reale, quattro volte superiore al decennio precedente.
E’ da sottolineare che le frane quasi mai accadono in maniera inattesa. Il più delle volte esse risultano la risultante di una “congiuntura” di variabili di tipo geologico, geotecnico, meteo-climatico, che, insieme e/o separatamente, raggiungono valori o determinano scenari, premonitori di un imminente fenomeno franoso. Spesso accade, però, che i dati, pur esistenti, restano “sparsi e dimenticati” in archivi diversi, raccolti con metodi diversi, accessibili per pochi. Da qui l’impossibilità di combinarli al fine di una valutazione e gestione del rischio coerente e tempestiva.
Coloro che hanno competenze nel settore (tecnici delle Autorità di Distretto, della Regione, dei Comuni e delle Province, operatori del Sistema di Protezione Civile) così come i singoli professionisti si sono trovati per decenni a dover agire con l’ausilio di mappe statiche e di informazioni aggiornate con ritardo.
Nello Spoke 1 del progetto PNRR “Tech4You” - l'Ecosistema dell'Innovazione della Calabria e della Basilicata, un consorzio di quattro istituzioni scientifiche (CNR, Università della Calabria, Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, Università della Basilicata), coordinato scientificamente da Tommaso Moramarco dell’Istituto di Ricerca per Protezione Idrogeologica del CNR, è stata sviluppata FilTipiC_APLAND, una piattaforma digitale per la prevenzione e la gestione del rischio frana.
La piattaforma è circolare, multiscalare, multitemporale, multidisciplinare. Essa integra dati (storici e/o rilevati in campo per mezzo dei cosiddetti laboratori in situ, dati da remoto, etc.) multisciplinari (geologici, geotecnici, idrologici, eventi storici, etc.) con modelli matematici e metodologie, al fine di fornire le informazioni necessarie negli interventi/azioni di previsione e prevenzione del rischio da frana. La caratteristica della piattaforma “user-friendly” permette un utilizzo delle informazioni ad una utenza di diversa estrazione: dal libero professionista (geologo, ingegnere, etc.), all'amministratore locale e anche, per alcuni aspetti, al singolo cittadino.
Composta da una “piattaforma madre” o trasversale, capace di integrare i diversi dati multiscala (dal singolo versante alla scala regionale) e da una serie di piattaforme specifiche anche relative a modelli già testati, FilTipiC_APLAND è capace di valutare la suscettibilità di un versante, simulare l’innesco spaziale e temporale di una frana, la sua propagazione, stimando anche la percezione del rischio e la resilienza delle comunità esposte. La tecnologia ha raggiunto il livello di maturità tecnologico (TRL) 7, che in linguaggio tecnico significa che è uno strumento funzionante, testato sul campo, come documentato da ben 48 pubblicazioni scientifiche. La piattaforma quindi consente di sapere dove intervenire e le priorità, fornendo un valido supporto alle decisioni di coloro ai quali compete la gestione del territorio.
La piattaforma, per le sue caratteristiche, ha la necessità di essere aggiornata nel tempo, sia come dati sia come modelli e metodologie e, questo lavoro, non può terminare con la fine ufficiale del progetto PNRR T4Y.
Per questo motivo un gruppo di ricercatori che ha lavorato all’interno di Tech4You, con alle spalle oltre vent'anni di ricerca interdisciplinare in modellistica numerica delle frane, ha deciso di fondare uno spin-off collegato all'Università della Calabria, Copernico-HPC, trasformando alcuni dei modelli affinati in Tech4You in un prodotto industriale vero e proprio: LanDSS, il Landslide Decision Support System.
LanDSS è un sistema che, partendo dai dati di pioggia (misurati o previsti) e dalle caratteristiche del suolo, è in grado di prevedere dove e quando possono innescarsi frane, ed eventualmente come possono propagarsi. Il tutto, con un livello di accuratezza e una velocità di calcolo superiori agli strumenti attualmente presenti sul mercato.
La differenza rispetto alle soluzioni esistenti è sostanziale: a) i modelli empirici tradizionali producono, in genere, troppi falsi o mancati allarmi; b) i modelli fisici classici richiedono dati molto costosi e tempi di calcolo incompatibili con le esigenze di un’allerta precoce; c) i sistemi basati su intelligenza artificiale “pura” sono opachi, non essendo i meccanismi interni intellegibili, e ciò li rende poco affidabili per l’adozione di decisioni critiche sulla sicurezza e l’incolumità delle persone.
LanDSS supera questi limiti, combinando la solidità di una modellazione semi-empirica con la rapidità di calcolo e la potenza dell'intelligenza artificiale. Il risultato è un sistema trasparente, efficiente e addestrabile su dati reali del territorio.
Copernico-HPC ha già ricevuto la menzione come “miglior progetto per i cambiamenti climatici” all'edizione 2025 di StartCup Calabria, e ha attratto l'interesse di fondi di investimento specializzati in tecnologie climatiche.
Ciò che Tech4You ha prodotto sul tema delle frane e anche l’attività di Copernico-HPC stanno traghettando le conoscenza scientifiche verso il mercato. È la dimostrazione che la Calabria sa produrre innovazione di frontiera, che i ricercatori calabresi possono costruire strumenti all'altezza delle sfide globali e che anche nel Mezzogiorno d’Italia il trasferimento dalla ricerca pubblica all'impresa privata può funzionare.
Si spera che le tecnologie sviluppate non restino chiuse nei cassetti degli Enti di Ricerca e delle Università, in qualche sistema hardware complesso e nelle descrizioni prodotte nei rapporti finali di progetto, ma che gli stakeholders (in primis, Regione Calabria, Autorità di Distretto, Protezione Civile) valutino l’opportunità di adottare FilTipiC_APLAND come strumento operativo per la gestione del rischio, integrandolo nei loro sistemi e processi, con un finanziamento continuativo di una infrastruttura permanente. In tale prospettiva, anche Copernico-HPC, supportata da “qualcuno” che crede nella prevenzione e nella mitigazione del rischio geo-idrologico, può anche crescere, assumendo personale, generando fatturato e trattenendo i cervelli già presenti sul territorio.
Solo così la Calabria può smettere di rincorrere i disastri e può cominciare a prevenirli, evitando così che, dopo l’ennesima alluvione o frana, si continui a contare danni e vittime, e a spendere in ricostruzione.


