Duecentocinquanta campanelle che hanno suonato all’unisono, altre sessantanove che suoneranno a Reggio Calabria nei prossimi giorni. Sono 319, secondo i dati ministeriali, gli istituti scolastici disseminati su tutto il territorio calabrese, compresi di CPIA e convitti. Un numero non indifferente per i 240mila alunni della regione, ma che impallidisce se viene paragonato ai dati del 2015/’16.

In un decennio, infatti, dal Pollino allo Stretto sono stati chiusi 109 istituti. Un passaggio enorme del quale sono stati vittime soprattutto i piccoli centri. Qui, infatti, spesso il numero basso di bambini e ragazzi presenti non reggeva per mantenere in piedi un servizio considerato primario, ma che nel nuovo millennio risponde freddamente alle leggi del mercato.

I dati provincia per provincia: crollo nel cosentino, Vibo perde il 21% degli istituti

A patire maggiormente la chiusura delle scuole è stato, in numeri assoluti, il cosentino: in tutta la provincia bruzia si è passati da 167 istituti nel 2015/’16 a 120 nel 2025/’26, con un calo 47 istituti. Seconda, in questa triste graduatoria, Reggio Calabria, passata in dieci anni da 104 a 79, con un minus di venticinque scuole; segue Catanzaro con 20 in meno, da 74 a 54, e chiudono Vibo (a meno 9) e Crotone (a meno 6). In termini percentuali, in cima alla classifica c’è sempre la provincia di Cosenza, seguita da Catanzaro, Reggio e incredibilmente Vibo, che ha visto diminuire il numero delle proprie scuole del 21% circa.

Un calo impressionante è quello degli istituti comprensivi: si è passati da 240 a 179 nel corso dell’ultimo decennio. Dati preoccupanti e che, rispetto al calo delle iscrizioni diffuso ieri dalla Cisl, rischiano soltanto di peggiorare ancora di più. Soprattutto in virtù dell’enorme calo demografico della fascia 0-19 che, da troppo tempo ormai, caratterizza l’intera Calabria, rendendo così sempre più complesso trovare banchi da occupare