«Sic transit gloria mundi», avrebbero detto qualche migliaio di anni fa se il Cosenza, quest’oggi, avesse abdicato alla Casertana. E invece così non è stato: il secondo tempo dei Lupi porta la firma di Antonio Buscè, capace di far ritrovare ai propri uomini quella grinta che sembrava essersi smarrita dopo la mezzanotte del 31 dicembre 2025. 

A dirla tutta, anche il tecnico sembrava aver perso tutto il brio necessario: gli ingressi, nelle ultime gare, di diversi ragazzi della Primavera (sicuramente meritevoli), sembravano dare un messaggio chiaro non di resa, quanto di scoramento. La risposta della società è stata cedere il capocannoniere stagionale Ricciardi, al posto del quale è tornato Báez, e intavolare una trattativa con il Brescia per Kouan, un altro fra i migliori in casa silana.

Ora, sull’operazione Báez bisogna scindere cuore, ragione e rabbia: la qualità del calciatore è indiscutibile, visto che stiamo parlando di un ragazzo che a trent’anni ha giocato (e segnato) anche in Serie A, centrando due promozioni con Cremonese e Frosinone e facendo molto bene in riva al Crati. Parliamo anche di un calciatore fermo da qualche mese, ma non è neanche questo il punto: il punto è che, per quanto sia a livello tecnico un upgrade rispetto a Ricciardi (con tutto il rispetto per il neoacquisto della Juve Stabia), non si è mai vista una squadra che vuole puntare alla promozione cedere i suoi pezzi migliori invece di trattenerli. 

Una rosa incompleta e una tifoseria in protesta

Gli arrivi di Ciotti, Emmausso e Ba non hanno aggiunto finora nulla alla squadra e sembrano essere soltanto pedine necessarie al completamento di un organico che comunque risulta incompleto, visto che oggi (come già detto) c’erano 18 convocati, 15 giocatori di movimento e 3 portieri. Ed è proprio per questo che la vittoria di questa sera porta la firma di Antonio Buscè e della squadra, non sicuramente di chi continua a ignorare le richieste della piazza. Anzi, la richiesta. Una sola: lasciare la società.

È incredibile e desolante sentire lo stadio che neanche risponde allo speaker al gol di Dametto. Questo perché la parte più calda del tifo rossoblù, anche oggi era fuori. Protesta a oltranza, avevano annunciato: finora stanno mantenendo una promessa tanto dolorosa quanto, evidentemente, dovuta.

Un piccolo appunto al tecnico ex Rimini, però, va fatto: perché finora Achour ha trovato così poco spazio? Titolare per mancanza di alternative, il giocatore di proprietà del Cagliari ha fatto spellare le mani dei tifosi. Un gol bellissimo, un altro sfiorato, lo zampino sul 3-1 di Contiliano. Forse con lui al posto di un impalpabile Beretta ci sarebbe stato un altro inizio di 2026. Ma tant’è, ora il peggio sembra essere passato. E Antonio Buscè si prende (giustamente) il merito di aver vinto una partita in condizioni nelle quali nessun allenatore dovrebbe essere mai messo.