Il Tribunale assolve S.G. di Acri nonostante la richiesta di condanna del pm. La difesa Pugliese–Feraudo: «Decisione che ristabilisce la verità dei fatti»
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Il Tribunale di Cosenza ha assolto S.G., originario di Acri, imputato per maltrattamenti in famiglia aggravati e continuati. La decisione è arrivata al termine di un procedimento definito dalla difesa lungo e complesso, avviato nel 2022 e costruito su due diversi fascicoli poi riuniti.
Secondo quanto riferito, in aula il pubblico ministero Mancuso aveva chiesto una condanna a oltre due anni di reclusione, richiesta alla quale si era associata anche la parte civile costituita nel processo. Il collegio, presieduto dal dottor Squillaci, dopo una camera di consiglio prolungata, ha invece pronunciato la sentenza assolutoria.
L’imputato, difeso dagli avvocati Pierluigi Pugliese e Feraudo, durante le indagini e la fase processuale era stato sottoposto a misure cautelari via via rimodulate: prima la custodia in carcere, poi gli arresti domiciliari e, successivamente, una misura non custodiale con braccialetto elettronico, revocata da tempo.
Il Tribunale ha accolto la linea difensiva, illustrata – viene evidenziato – con richiami fattuali e giurisprudenziali nell’intervento conclusivo dell’avvocato Pugliese. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Il difensore ha espresso soddisfazione per l’esito del giudizio, sottolineando la rilevanza della pronuncia in un procedimento che riguardava un reato rientrante nel perimetro del cosiddetto “codice rosso”.

