Un 39enne di Morano Calabro, S. F., è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione all’esito del rito abbreviato “secco” celebrato davanti al gup del Tribunale di Castrovillari Orvieto Matonti. La difesa è stata sostenuta dagli avvocati Carlo e Niccolò Esbardo.

La vicenda giudiziaria prende le mosse dall’arresto eseguito il 30 settembre 2025 dalla Guardia di Finanza – Compagnia di Castrovillari, durante un controllo lungo l’A2 Salerno–Reggio Calabria, in direzione nord. Secondo quanto ricostruito nella fase cautelare, Fuscaldo era alla guida di una Fiat 500L quando i finanzieri decisero di procedere a perquisizione personale e veicolare. In quel contesto, l’uomo avrebbe consegnato il marsupio che portava con sé: all’interno, secondo gli atti, fu trovato un involucro in cellophane e carta di alluminio contenente un panetto di cocaina del peso lordo di circa 205 grammi, poi risultato positivo all’esame speditivo.

Il 3 ottobre 2025, all’udienza di convalida, il gip Luca Fragolino aveva ritenuto legittimo l’arresto in flagranza per l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 73 del Dpr 309/1990, evidenziando – in base a modalità di occultamento, quantità e forma della sostanza – indici ritenuti incompatibili con una destinazione al solo uso personale. Nello stesso provvedimento, il giudice aveva dato rilievo anche al valore economico della cocaina e al fatto che si trattasse di un “blocco” non frazionato, destinato – nell’impostazione accusatoria – a essere successivamente “tagliato” e suddiviso.

Sul piano cautelare, pur riconoscendo la sussistenza delle esigenze previste dall’art. 274 del codice di procedura penale, il gip aveva applicato la misura degli arresti domiciliari.