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La situazione è ormai endemica e di difficilissima risoluzione, ma non vi è dubbio che tra la popolazione la preoccupazione a Corigliano Rossano sia tanta, come le tantissime segnalazioni ed il pericolo che incombe: le visite sempre più numerose dei cinghiali in “centro” città. In queste ultime settimane, poi, quelle segnalazioni non mancano. È possibile osservare le scrofe coi loro cuccioli scorrazzare liberamente, e prevalentemente nelle ore notturne, vicini ai cassonetti della spazzatura o per le vie, alla ricerca di cibo. E tutto questo con la paura di incontrarli ed essere “caricati”.
Il problema è ormai endemico in tutta Italia e da anni si prospettano soluzioni, ma senza grande successo. Lo spauracchio è anche di carattere igienico-sanitario, come dimostrato con le “zone rosse” istituite nel Reggino nei mesi scorsi per evitare che si diffondesse la peste suina africana.
Ad ogni modo, anche il sindaco Stasi è intervenuto di recente e dopo le numerose segnalazioni di famiglie di ungulati scorrazzanti in città, soprattutto nei due centri storici, chiedendo l’ausilio dei “selettori”. «Come avevo annunciato, ho chiesto l’interessamento dell’Ambito Territoriale di Caccia, affinché potesse intervenire con un intervento di selezione, ovviamente nelle zone rurali intorno ai centri abitati, per ragioni di sicurezza. Ho ricevuto subito la disponibilità da parte del presidente ATC Cosenza 2 ed in queste sere sono stati effettuati interventi – spiega il primo cittadino di Corigliano Rossano – nelle zone circostanti i centri abitati dell’Acquedotto, Iacina, Visciglietti, Cantinella, Ogliastretti, Acqua di Vale e Santo Stefano. La zona maggiormente interessata è stata proprio quella dell’Acquedotto. L’intervento dei selettori continuerà anche nei prossimi giorni. Quello dei “cinghiali metropolitani” è ormai un problema diffuso, che richiede quindi una soluzione strutturale di carattere regionale o nazionale».

