Una presunta tentata estorsione, senza aggravante mafiosa, ha portato all’arresto dello storico boss di ‘ndrangheta, Salvatore Morfò, 65 anni, a cui è stato notificato un provvedimento giudiziario applicativo della misura cautelare agli arresti domiciliari. L’operazione è stata condotta dai poliziotti della Squadra Giudiziaria del Commissariato cittadino diretto dal vicequestore Giuseppe Zanfini. La vicenda ha suscitato scalpore per il particolare contesto in cui si sarebbe verificata la presunta tentata estorsione. Infatti, la vittima non è un imprenditore o un commerciante, ma un dirigente del Comune di Corigliano Rossano, un ingegnere di 55 anni.

Il boss Morfò, accompagnato dal figlio, si sarebbe recato nell’ufficio del dirigente qualche tempo fa per protestare contro l’avvio della procedura di decadenza della concessione demaniale in capo a sua figlia, relativa al lido balneare di famiglia “La balera“, situato in una parte centrale del Lungomare di Sant’Angelo. Durante l’incontro, Morfò pare abbia minacciato il dirigente del Comune di Corigliano Rossano.

Il dirigente pubblico ha denunciato l’accaduto alla polizia, fornendo tutti i dettagli relativi alla complicata vicenda amministrativa. Ciò ha portato all’apertura di un’indagine da parte della Procura di Castrovillari, culminata nell’emissione del provvedimento di arresto a carico di Morfò.

Il lido “La balera” aveva subito un sequestro da parte della Guardia Costiera a causa di alcune opere abusive effettuate sull’area demaniale concessa. Tuttavia, recentemente, le opere abusive erano state demolite, e la famiglia Morfò aveva espresso l’intenzione di riaprire l’attività.

Ora, con il boss in stato di arresto, la situazione è destinata a cambiare, e il procedimento di decadenza della concessione demaniale potrà continuare il suo corso. Il Comune di Corigliano-Rossano cercherà di garantire il rispetto delle leggi e delle normative riguardanti la gestione del lido “La balera“.