La Procura di Cosenza sollecita il carcere per cinque indagati e gli arresti domiciliari per altri nove. Al centro degli accertamenti presunte cessioni di cocaina, marijuana e hashish tra il capoluogo, Rogliano, Parenti e Torano
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La sede del tribunale di Cosenza
Un’altra indagine sulla droga nell’area urbana di Cosenza e oltre i suoi confini. La Procura di Cosenza ha chiesto l’applicazione di misure cautelari nei confronti di quattordici persone: per cinque la custodia in carcere, per altre nove gli arresti domiciliari. Sono in corso gli interrogatori preventivi davanti al giudice per le indagini preliminari, chiamato a valutare le richieste dell’accusa e le posizioni degli indagati.
Il quadro delineato riguarda presunti episodi di cessione, offerta in vendita e detenzione di sostanze stupefacenti destinate a terzi. Le contestazioni interessano cocaina, marijuana e hashish e collocano i fatti tra Cosenza, Rogliano, Parenti e Torano. Gli episodi leggibili risalgono al 2024, con riferimenti da marzo a settembre.
Dalle singole dosi agli acquisti da suddividere
Uno dei temi investigativi è il passaggio della droga tra chi, secondo la Procura, avrebbe fornito le sostanze e chi le avrebbe acquistate anche per successive cessioni. Nei capi figurano vendite di singole dosi per poche decine di euro, ma anche quantitativi maggiori, destinati a essere divisi tra più persone.
Tra gli episodi contestati compare la cessione, a Cosenza, di cento grammi di hashish per cinquecento euro. A questo acquisto l’accusa collega la successiva detenzione di cinquanta grammi ciascuno da parte di due indagati, con finalità di cessione a terzi. Altri capi riguardano cinquanta grammi di marijuana, offerte di vendita e disponibilità di hashish indicata negli atti con il termine “panette”.
Per la cocaina sono riportate presunte cessioni per venti o trenta euro e, in un caso, la vendita di un grammo per sessanta euro.
Il trasporto da Torano a Rogliano
L’indagine si estende oltre il capoluogo. Un episodio riguarda cinquanta grammi di marijuana che, secondo l’accusa, sarebbero stati ceduti a Torano per cinquecento euro e successivamente trasportati a Rogliano.
A Parenti e Rogliano vengono collocate ulteriori presunte vendite, offerte e detenzioni di cannabis e hashish, anche per importi contenuti. Il documento contempla inoltre cessioni gratuite e, per alcune posizioni, condotte ripetute o commesse in concorso. Per diversi indagati sono contestate forme di recidiva. La procura per cinque posizioni sollecita il carcere, per gli altri i domiciliari.

